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DALLA DEMONIZZAZIONE ALLA RICONCILIAZIONE (Seconda parte): Punire o Perdonare? Due tipi di epifania che conducono a vite differenti.

3 Commenti

  1. Eugenia

    Non ci riesco, mi dispiace. Secondo me ci sono persone che di umano non hanno nulla, i manipolatori, il godimento sta nell’agire nelle vite di altri senza che questi se ne accorgano e facendo molto molto male…
    Durante l’ultimo ritiro cui ho partecipato avevo parlato del senso di colpa che sentivo per la morte del mio amico-compagno Lucio, ricordo che c’era anche Alberto. La settimana scorsa ho avuto finalmente il coraggio di leggere la cartella clinica di Lucio, avevo anche preso dell’ayahuasca, e improvvisamente mi e’ venuto a mente una cosa che avevo rimosso. Nel primo giorno di ricovero di Lucio in reparto, dopo aver fatto la notte ho dovuto andare a lavorare , per cui chiesi ad una persona che consideravo amico di Lucio di a ndare a parlare ai medici al posto mio, e lui mi disse c’e’ la pryvaci e io gli risposi: digli che sei suo fratello. Io avevo lasciato Lucio quella mattina con i sintomi di un’infezione respiratoria, ma aveva fame e durante il lavoro mi arrivo’ anche un messaggio suo sul telefono. Finito di lavorare lo raggiunsi e lo trovai sedato e con l’alimentazione attaccata al collo. Io rimasi scioccata chiamai i medici e chiesi cosa stessero facendo, conoscevo molto bene la situazione di Lucio e sapevo che non era la sua ora.I medici mi dissero che avevano parlato col fratello e che insieme a lui avevano deciso di non dargli nessun farmaco , nemmeno gli antibiotici, solo morfina. Io da quel momento cominciai a lottare e a cercare di convincerli che il fratello non ne sapeva nulla, che non l’aveva mai seguito…. Nulla , Lucio mi implorava di portarlo via da li, nei rari momenti in cui era sveglio dalla morfina, io non ho mai preteso la responsabilita’ legale su di lui, i suoi parenti e i suoi amici ci guardavano come se fossimo noi a non voler accettare l’inevitabile… Nel frattempo questo manipolatore convinceva il figlio di Lucio a firmare per non fornirgli neanche il respiratore ( e qui Lucio era sveglio e li ha sentiti anche se teneva gli occhi chiusi). Ora sulla cartella c’e’ scritto tutto, che non aveva cancro al polmone(alla fine gli hanno fatto una biopsia 3 gg prima che morisse), che era solo una polmonite, che e’ diventata pleure ecc 2 mesi di atroci soffarenze e alla fine e’ morto di sepsi probabilmente dovuta a una gigantesca piaga da decubito e anche per virus ospedaliero…. Ha sofferto le pene dell’inferno come posso pensare al perdono?

    1. Lo Staff del Blog

      Ciao Eugenia , sono Lino . Quello che posso dirti e’ che non esiste il perdono , perche’ non esiste nessuno da perdonare e che e’ inutile stare attaccata a fatti in cui non puoi fare niente, stando a ripensare al passato a cosa avresti dovuto fare o cosa ai fatto , stai continuando frustrarti , sentendoti colpevole e sbagliata , alimentando ancora l’ idea incoscia di te stessa , di essere una fallita . La vita ha creato tutta una situazione perfetta per cui tu dovessi andare a lavoro e per cui hai chiesto ad un amico che ha sentito in quel momento di agire per quella che era la sua visione . Nessuno ha colpa , fidarsi della vita e’ questo , prendere i fatti e osservarli e vedere dove ci vogliono portare . Che senso ha coltivare ancora rabbia ? vuoi arrivare ad una malattia per renderti conto che la vita e’ bella anche nelle sue avversita’ . Respira ogni istante e osserva la rabbia che sale , per i giudizi altrui , per idee che abbiamo su cio’ che riteniamo giusto e sbagliato , respira tutto e con un grido fai uscire tutta la rabbia che vuole accumolarsi dentro di te . Sei una persona molto forte, devi solo imparare a smettere di cadere nel gioco della mente … ti mando un carissimo abbraccio

  2. luigia macaluso

    E’difficile molto difficile,ma solo un grande Amore per sè stessi può far avvenire questo grande cambiamento,io ci stò lavorando ma trovo molto difficoltoso fare questo.Il tuo post Alberto mi ha chiarito alcune cose spero di giungere al perdono perchè in fondo mi sono scelta quello che dovevo sperimentare e chi dovevo incontrare e da che genitore nascere,tuttavia mentre lo scrivo,pur essendone consapevole c’è una qualche parte di mè che fatica ad accettarlo ma prima o poi questa parte cederà al perdono e io sarò in pace,GRAZIE di CUORE.

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