DICHIARAZIONI DI UN SUPERBO (Seconda parte): Fiorire od odiare?Ammirare o invidiare?

FIORIRE OD ODIARE? AMMIRARE O INVIDIARE?

10 anni fa commisi il primo gran errore di pubblicare un articolo sulla mia superbia, fu quando cominciai ad abbandonare la prostituzione del non scrivere ciò che sentivo. Ora è giunto il momento di pubblicare il secondo articolo, ma lo sento come risultato di quel gran “raggiungimento” che allora non potevo vedere perché ancora non mi sentivo meritevole di esprimere quello che sono.

 

Il significato della superbia che conosciamo è una delle accezioni che ci dà il dizionario, basato su una stima eccessiva di sé stessi e sul disprezzo dell’altro. Questo significato della parola superbia crea inimicizie, rivalità, lotta, divisione. L’origine etimologica della parola Superbo è: “superbia” che significa l’atteggiamento che adotta una persona che si ritiene molto più di quello che è. Il superbo deve dimostrare la sua superiorità, la categoria e la preminenza e naturalmente sceglierà quegli aspetti della sua vita nella quale emerge o ha potere, benché in altri aspetti si manifesti la sua bassa autostima. È come qualcuno che ha un complesso di superiorità che nasconde il complesso di inferiorità. Per questo motivo diventa arrogante, che corrisponde a chi mostra la sua superiorità con aggressività o ira.

Ho notato che quando si sta di fronte a qualcosa o qualcuno superbo, uno vede la sua grandezza e maestosità e tende a sentirsi inferiore, però non è quella superbia che ti sta facendo sentire ciò, ma è la tua piccolezza interna che ti fa sentire così. Quella superbia non ti sta insultando né aggredendo, per questo motivo preferisco appoggiarmi su un’altra accezione della parola superbo che proviene della parola “sovra“. Da questa derivano “eccedere, eccessivamente, eccesso” un’altra parola che sorge di lì è “sovranità” che è lo stare più in alto, “soprano” che è la voce superiore, e di lì viene anche la parola “superare” che è mettersi al di sopra delle proprie limitazioni; per questo motivo è “troppo.” Da tutto ciò provengono le espressioni come “soprannome, soprassalto, sopportare, soprannaturale, sorpassare, succitato, soprassedere…” Tutte dicono la stessa cosa: che sta al di sopra di…sopra la cosa che precede, oltre… Quella che più attira la mia attenzione è la parola “sobrio” che proviene dalla stessa radice, e significa qualcuno che mangia o beve moderatamente, o che sta al di sopra degli eccessi. Anche questo è in un certo modo un superbo.

Secondo il dizionario SUPERBO è chi ha altezzosità, cioè che si sente alto, elevato, grande, maestoso, per esempio si dice “un palazzo superbo”, “un giardino superbo”, qualcosa che colpisce, sorprende o supera la capacità di definirlo, è come dire “che grandioso, che magnifico” o che ha grandi dimensioni.

Se qualcuno mi dice che sono superbo quando mi mostro splendente, quando brillo, quando tiro fuori la mia grazia e fascino, quando rifletto il mio amor proprio e quando metto in mostra l’allegria, per vedere l’orgoglio che sento di essere come sono, allora, mi dichiaro un superbo. Chi dice “superbo” ad un altro, nasconde che si sente inferiore. Non si dovrebbe dire superbo all’altro, bensì dire a sé stessi mi piacerebbe “essere come te” “mi sento inferiore a te” l’altro non ha la colpa di quello che provi.

Se invece di paragonare ammirassi, apriresti una porta all’ispirazione che un altro può stimolare. Ammirare significa guardare da vicino… quando ammiri ti avvicini affettuosamente sempre di più per guardare i dettagli di chi riflette la tua stessa potenzialità. Non ti paragonerai mai, se quell’ammirazione proviene da un essere che si vede stimolato a fiorire, perché c’è un altro che l’ha già fatto. L’ammirazione che proviene da un ego risentito ed impotente per non riuscire a fiorire si chiama “invidia”, è un’ammirazione che diviene distruttiva, finisci per odiare a colui che ti stupisce, come il caso del gran musicista Salieri, contemporaneo di un genio della musica come Mozart che finì distruggendo colui che ammirava, diventando pazzo per non poter raggiungere il livello di chi lo stupiva. Mozart non fu cosciente di trovarsi davanti a qualcuno che lo avrebbe distrutto a causa dell’invidia che sentiva nei suoi confronti.

In un mondo dove abbonda la bassa autostima non farebbe male un po’ di superbia. Come medicina per tanta gente che non si accetta.

Voglio sfidarti a dargli un altro significato rispetto a quello che crediamo abbia. Per me, essere superbo è avere fatto un patto con l’idea che si ha di se stessi, è recuperare l’idea originale di quello che siamo. Ci crediamo inferiori ad altri e quando quell’idea si modifica verso l’alto cresce l’autostima fino a che può arrivare a livelli tanto elevati che la chiamiamo superbia. Avere un’autostima alta non significa che ci si sente superiori ad altri, piuttosto si dà più valore a sé stessi rispetto a prima. Una persona che stima se stesso stima anche gli altri.

Mi sento orgoglioso di chi sono, di quello che sono, di tutto quello che ho e di quello che ricevo, semplicemente perché me lo merito. L’orgoglio che sento non è paragonabile, mi centro in me stesso, permette che mi rispetti, semplicemente mi sento esaltato per essere così. Il rispetto ed amore per me stesso non rappresenta alcun impedimento affinché tu ti possa amare e rispettare. Se tu non sei orgoglioso di te Chi lo può essere? Se non senti orgoglio per te stesso allora dovrai cercare tutta la vita qualcuno che si senta orgoglioso di te, così ti trasformerai in un mendicante. Essere orgoglioso di se stessi non rende inferiori altri, addirittura essere orgoglioso di se stessi mostra il modo agli altri di arrivare a rispettarsi se stessi. Li spinge a diventare grandi.

Un bel giorno, mi trovavo nel parco del Ritiro a Madrid condividendo momenti magici, di primavera, sole, calore, fiori sbocciando, uccelli cantando, ed improvvisamente la donna che mi stava accompagnando in quel meraviglioso giorno mi disse: “sei l’uomo più superbo che ho conosciuto.” Lei è come un’anima gemella per me, era impossibile non crederle, era impossibile negare quello che mi diceva, era impossibile che me lo dicesse per ferirmi o per proiettare qualcosa su di me, me lo diceva dalla parte più profonda di sé stessa, dopo che passarono alcuni minuti, dopo aver pensato già milioni di cose sulla mia superbia e cercato di superare quella superbia che vedevo e giudicavo in me, lei aggiunse: la “tua superbia mi piace…” all’improvviso, quei milioni di pensieri volti a colpevolizzarmi per essere superbo acquistarono un senso sconosciuto, si trasformarono in un sentimento meraviglioso di amore per me stesso. L’idea che a una donna piaccia la superbia di un uomo non è ciò che mi colpì, piuttosto poter vedere per la prima volta la mia superbia con un altro sguardo e da quel momento guardare dentro di me per trovare la felicità immensa che sento per essere quello che sono. Allora domandai a me stesso: e se la superbia fosse un aspetto divino dell’essere umano che stiamo respingendo? Se questo tipo di superbia è quello che attrae tanto, perché non essere superbi senza nessun impedimento? Per me quel giorno la superba cambiò il suo significato.

Fu quel giorno primaverile nel ritiro di Madrid che mi sedetti in una barca al fianco di Carmen e scrissi queste righe:

L’UNICO DESTINO POSSIBILE È FIORIRE… BENEDETTA SCHIAVITÙ!

“Estate, momento di massima fioritura. Succede ogni anno, ancora e ancora. I fiori sbocciano perché è il loro destino. Non possono occultare il loro aroma né il loro colore. Mostrano la bellezza in tutto il loro splendore.

Arroganti per quelli che si sottovalutano…Altezzosi per i complessati… Superbi per quelli che non si apprezzano… Vanitosi per chi vive nascosto… Orgogliosi per chi si rifiuta…

Essi ci parlano col linguaggio esistenziale dell’autenticità. Semplicemente sono loro stessi, nulla più. Niente da occultare. Si espandono obbedendo alla legge infrangibile dell’abbondanza: APRIRSI, ARRENDERSI, MOSTRARSI, DARSI, ESSERE… Regalando tutto senza chiedere niente in cambio.

Nell’essenza di tutte le cose c’è un impulso di uscire, condividere e moltiplicare.

La natura dell’essenza umana è la fioritura attraverso l’apertura del cuore.

Nell’anima umana l’estate non è una stagione, è lo stato naturale che continuamente lo spinge verso la benedetta schiavitù della fioritura.

Ti invito a fare parte del gruppo di coraggiosi esseri umani che, nonostante il rischio di essere giudicati di altezzosi, arroganti od orgogliosi, non dubitano di manifestare la loro grazia, fascino e splendore.

Benvenuti al giardino dei superbi. Qui non esiste il paragone. È un micro universo dove non c’è nessuno migliore né peggiore. Ognuno con la sua bellezza speciale.

 

Rilassati, perché né io né nessun altro possiamo essere migliori di te. Chi è il migliore? Qual è la cosa migliore? Dicendo che qualcosa è peggiore la si mette in basso, dicendo che è migliore la si mette in alto, in entrambi i casi si gioca al gioco della superiorità e dell’inferiorità, lo stesso passatempo ancora non risolto che si gioca con umiliazione. Quando quel complesso si supera mai più userai la parola migliore o peggiore, inferiore o superiore, buono o brutto, positivo o negativo, sono parole che dimostrano la polarità di un ego ferito, vilipeso, sottovalutato che cerca fuori ogni tipo di cose per giudicarle. Nel giudizio si scarica tutta l’ira ed il risentimento del non amarsi, quell’odio verso se stessi deve uscire in qualche modo.

Osservati quando parli male di altri, osserva l’odio che ti possiede, come ti respinge, osserva la tua invidia, come desideri avere quello che l’altro ha, osserva come ti confronti ed arrenditi una volta per tutte alla possibilità di aprirti all’amore. Tutto comincia da una decisione che sorge dal tuo cuore. Smetti di lottare contro quello che non sei.

Se vuoi cambiare gruppo, se vuoi iniziare un processo per passare dalla parte di coloro che si amano, accettano e rispettano, allora conta su di me. Sono il presidente dell’associazione della superbia. E voglio solo ricordarti che non è necessario il denaro, potere economico né politico, non è necessario essere una persona speciale, non sono necessari titoli né possedimenti, fama, prestigio, bellezza… i riconoscimenti non sono cose necessarie, bensì solo la tua ferma decisione di essere chi sei. Nel processo dovrai ritrovarti, riconoscerti ed accettarti, ma tutto ciò arriva da sé. Tutta l’esistenza cospira con chi decide cambiare gruppo.

La setta di chi si odia e respinge è estesa a tutto il mondo, molti membri della tua famiglia ed amici appartengono a quella setta, loro ti faranno sentire colpevole per averli abbandonati, ti cercheranno affinché ritorni, faranno di tutto per non perderti. Tu dovrai stare molto all’erta in questo momento e mi divertirò vedendo il paesaggio umano più meraviglioso, quello degli individui che decidono di lasciarsi dietro una vita di bugia e sofferenza e si azzardano ad addentrarsi nel mistero inesplorato della felicità e della libertà.

Che meraviglia è per me vedere che cresci che ti fai tanto grande e maestosa/o che ti superi. IL MIO ORGASMO ESISTENZIALE È VEDERE LA TUA FIORITURA.

A me non mi potrai mai superare perché nessuno può superare mai ad un altro. L’esistenza ci ha trattati con rispetto facendoci unici e irripetibili. Ogni essere umano è divino quando fiorisce; e quando questo succede apporta la sua propria bellezza, e quello che dà è inconfondibile.

 

Alberto José Varela

nosoy@albertojosevarela.com

 

DICHIARAZIONI DI UN SUPERBO (Prima parte): Ti accetti o ti rifiuti?

DICHIARAZIONI DI UN SUPERBO (Terza parte): SUPERBIA E UMILTÀ, DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA. I due modi di guardare l’unità, verso dentro e verso fuori.

 

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