LA GOCCIA È SUL PUNTO DI CADERE, ALLORA SMETTERÀ DI ESSERE UNA GOCCIA: Testimonianza di un partecipante.

RACCONTO DI UN PARTECIPANTE AD UN RITIRO CON AYAHUASCA 

Il gran salto dalle parole al silenzio. 

 

Ciao Alberto, ci siamo visti la settimana scorsa al ritiro di Barcellona, anche se abbiamo già fatto due chiacchere per facebook. In realtà non so se ti sto scrivendo con l’ego o col cuore, ma lo scoprirò.

Quando ti ho visto al ritiro mi sono sentito come un bambino, che resta a bocca aperta nell’ascoltarti e sentirti, in quei due giorni, come se mai prima avessi ascoltato niente di simile e ti dico questo perché, in realtà, le cose che hai detto le avevo già sentite prima, altre invece no, ma la cosa più importante è che ciò che condividevi partiva dal tuo cuore e dalla tua esperienza, per questo è giunto fino al mio cuore.

Quando sei arrivato, il secondo giorno, hai rimescolato tutto e giusto quando hai terminato hai detto che non saremmo usciti dalla sala e che avremmo cominciato con la sessione di Ayahuasca, per non perdere l’energia creata, e così è stato. Quella notte ho sentito molto amore e lo sciamano mi ha offerto una terza toma, prima di connettersi con ciò che sarebbe successo poi (sapeva che una terza toma mi avrebbe condotto lì). Il giorno dopo durante l’integrazione, attraverso te, si è mossa quell’energia che toccava tutti i presenti, senza ordine alcuno, toccava a chi toccava nel momento preciso.

Me ne sono andato il giorno stesso a lavorare e da allora qualcosa si sta muovendo in me… una delle cose che mi è rimasta più impressa dell’esperienza è stata il SILENZIO. Ho sentito il silenzio come qualcosa che contiene il tutto. Oggi mi rendo conto che viviamo in un mondo dove ci identifichiamo con dei personaggi, come dicevi tu, e che il mio personaggio è identificato con il parlare delle emozioni a tutte le persone che incontro e che vedo essere interessate a quello, ma dietro a queste conversazioni vi è una sottile maschera. È che quando stiamo in silenzio veramente, con qualcuno, è come se fossimo nudi e affinché non ti vedano nudo tu parli di calcio, di politica, di arte o di spiritualità, come nel mio caso, e così mi sento qualcuno. Suppongo che l’Ayahuasca mi abbia mostrato il silenzio per qualcosa, forse per esprimere ciò che sento senza voler ottenere nulla.

Dopo il ritiro sono rimasto senza parole, sommerso in uno strano silenzio, tipo “non so dove sto andando, ma vado”. L’altro giorno, mentre mi facevo la doccia mi sono chiesto questo spirito di trasformazione è presente solo nella pianta? O è dappertutto? Perché adesso lo sento in me.

Passo molto tempo a leggere libri e ascoltare conferenze di diverse persone con diversi percorsi, ma tutti vanno verso la stessa meta, quella che risuona con me, che è trovare il mio maestro, essere coerente con me stesso e vivere il presente con coscienza, farmi responsabile della mia vita – tanto per fare degli esempi di ciò che ho imparato.

E poi all’improvviso sei apparso tu Alberto, è un anno che so di te e della Scuola, ma solo superficialmente, tanto che non mi sono reso conto di ciò che facevi. In questo incontro mi hai mostrato una via dove le parole non servono, le teorie nemmeno, conta solamente attraversare le emozioni che non voglio, andare dritto alla radice della mia incoscienza e farmi cosciente di ciò che sento per trascenderle.

Ho trovato il mio sogno, quello a cui ho sempre anelato, ma da cui le mie paure, i miei traumi e il mio dare potere agli altri mi hanno allontanato. Ho scoperto di avere la possibilità di collaborare con il tuo progetto e di lasciare tutto alle spalle. Perché non voglio lavorare, voglio collaborare, fare qualcosa dove non senta di star lavorando. Ho fatto molti lavori e mi sono sempre adattato, senza mai lamentarmi o godere, ma dentro di me ho sempre sentito che non era ciò che volevo fare, e capisco e comincio a sentire anche che il lavoro che faccio, i capi che ho e i colleghi stessi sono un mio riflesso.

Per questo l’altro giorno ti ho detto che sono stato molto contento di conoscerti, qualcosa sta cambiando in me, altrimenti non saprei nemmeno che esisti… c’è una frase che ho appeso in casa e che ho preso dal tuo libro (del quale ho letto solo una trentina di pagine e già mi scendono le lacrime) ed è: “QUANDO LA MENTE SI OCCUPA SORGE LA PROCCUPAZIONE, QUANDO LA VITA SI OCCUPA, SORGE LA FIDUCIA” questo me lo ricorderò a vita, perché è il ponte che conduce dall’altro lato del fiume, me lo ricorderò perché ora ho paura… paura di restare senza soldi e di non fare nulla, di restare uguale, stanco…

Oggi stesso ho detto a uno dei miei capi che non ho più intenzione di andare a lavorare (faccio il cameriere in diversi ristoranti). Ora avrei bisogno più che mai di soldi, ma non posso lavorare in un posto dove tutti gridano, tutto è sporco e dove le persone non contano. C’è un’altra cosa che ho sentito e mi ha dato un po’ di fastidio: io non voglio che a mia vita dipenda da niente e da nessuno, nemmeno da te Inner Mastery, sebbene paradossalmente ciò che trasmetti è il contrario… ESSERE LIBERO CON LA TUA LIBERTÀ.

Grazie di nuovo, so che sono solo parole, ma avevo bisogno di condividerle con te e desidero anche che si materializzino, così ho scelto.

Ci vediamo.

 

Carlos Chito Osuna

 

FOTO DI COPERTINA DI CARLOS CHITO OSUNA

“La goccia è sul punto di cadere, allora smetterà di essere una goccia”

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