INGEGNERIA EVOLUTIVA (terza parte): Chi può diventare “qualcuno” abilitato a lavorare per l’evoluzione delle altre persone? Qual è la differenza tra chi da e chi riceve?

GLI SGUARDI DELLE PERSONE SONO LA MIA MEDICINA

Importanti chiarimenti del fondatore di Ayahuasca International riguardo le persone che lavorano nell’organizzazione.

Molte persone ci chiedono circa la formazione dei nostri facilitatori: se siamo terapeuti, sciamani o professionisti della salute. È un argomento affascinante, che spiega in larga misura uno dei segreti del perché ci sono organizzazioni che crescono nonostante le avversità. È legato alla capacità di creare legami affettivi con persone con le quali si lavora allo stesso progetto, e l’urgente necessità di recuperare la speranza nella vita e fiducia negli altri.

Siamo uno staff di oltre 50 persone da più di 10 paesi, di cui circa 30 sono facilitatori internazionali, che ricevono formazione continua nella Scuola Europea Ayahuasquera. E’ una formazione non regolamentata, che tratta un programma molto vasto e vario, di materiali che sono esposti in modo teorico con grande profondità; ed è anche accompagnato da pratiche permanenti, sotto la supervisione di professionisti della salute, sciamani e altri facilitatori con anni di esperienza.

Anche se non siamo sciamani, sono loro che ci hanno insegnato originariamente la comprensione della scienza delle piante maestre e di potere, e che ci hanno anche sostenuto in questo lavoro. Di fatto sono loro che ci preparano l’Ayahuasca, perché sanno come la usiamo. I facilitatori vanno in foresta almeno 2 volte l’anno, per mantenere il contatto con gli sciamani e la natura, e per lavorare sui loro processi individuali, che sono alla base del nostro lavoro con gli altri. Alcuni facilitatori finiscono per specializzarsi nell’accompagnare persone da tutto il mondo in questi viaggi.

Io penso che sia vitale non solo conoscere l’Ayahuasca e il suo uso, ma anche avere una vasta conoscenza ed esperienza delle diverse problematiche che si portano dietro i partecipanti, al fine di fornire una parola giusta ed adeguata, per l’orientamento nel processo di evoluzione di ogni persona che beve Ayahuasca. Essere facilitatore significa saper “sostenere e accompagnare” i processi di ogni partecipante che frequenta i nostri ritiri, non è guidare o aiutare, perché lavoriamo con l’emancipazione della persona, in modo che tutti comprendano che si devono far carico del loro processo e sostenersi da soli. In più facciamo in modo che ogni persona che viene da noi, si senta sicura, curata e protetta. Ma il lavoro interiore lo fa ogni persona, su se stesso. Se una persona se ne va dal ritiro con la sensazione di aver ottenuto qualcosa attraverso altri, diventa dipendente. Se invece se ne va sapendo che ha potuto ottenerlo da solo, diventa più fiducioso in se stesso.

I facilitatori di Ayahuasca International sono in costante formazione – non potrebbe essere altrimenti – perché i loro processi evolutivi sono vivi e in evoluzione, così come quello dei partecipanti, per questo sono costantemente monitorati da un team di esperti di grande esperienza. Oltre alla partecipazione ai cicli formativi della Scuola, ogni mese vengono riuniti per la formazione interna ed intensiva, basata sulla comprensione dei vari processi che si avviano quando vengono assunti enteogeni che espandono la coscienza. Questi incontri privati e gratuiti li realizziamo in Spagna e, dal 2016, in Italia, Messico, Colombia e Germania, per i nostri facilitatori e collaboratori.

I facilitatori sono assunti in modo permanente e viene assegnato loro un mentore che tiene traccia della loro evoluzione personale e dei compiti di responsabilità. L’impresa che organizza questi eventi è INNER MASTERY INTERNATIONAL S.L.U. la quale rilascia una garanzia di qualità che viene offerta ai partecipanti. Questo per far in modo che ogni partecipante possa comunicare e/o fare un reclamo, che verrà gestito dall’organizzazione, la quale è legalmente costituita in diversi paesi in Europa e in America.

Molti partecipanti ci chiedono: “Come entrare in questo staff? Chi può essere facilitatore?” LA PRIMA COSA È ESSERE UN PARTECIPANTE. Tutte le persone che facilitano sono state facilitate a loro tempo – con grande beneficio e gratitudine per quello che hanno ricevuto nei ritiri – prima di essere facilitatori.

Arrivare ad essere un facilitatore di Ayahuasca International suppone l’attraversare tutto un processo a sé stante. Ci sono professionisti esperti che si offrono, ma non accettano di passare attraverso tale processo di integrazione. Alcuni ci portano ampi curriculum, per dimostrare di poter cominciare a lavorare subito con noi, ma questo non è sufficiente, perfino per gente riconosciuta ed esperta nel mondo della terapia o dell’Ayahuasca. Dobbiamo vedere in azione ogni persona, abbiamo bisogno di sentire la loro energia e soprattutto di individuare il punto in cui si trova nella propria evoluzione interiore. A partire da lì, proponiamo loro di iniziare il programma di integrazione e tutoraggio per alcuni mesi, nei quali si inizia a praticare. Si tratta di un processo intenso di confronto, molto utile. Più di 30 persone NON sono riuscite ad attraversarlo negli ultimi due anni, ma altrettanti sono quelli che sono stati in grado di perseverare e stabilirsi all’interno dell’organizzazione, con risultati sorprendenti. Si tratta di una grande sfida.

Molte persone pensano che si debba essere professionisti, sciamani, o maestri per fare questo lavoro, ma non è così nel nostro caso. È vero, alcuni sono sciamani, psicologi, altri terapeuti, altri sono professionisti in altri settori o autodidatti (Io, come capo dell’organizzazione, sono quello che ha meno istruzione e cultura di tutti). Ma tutti fanno perno sullo stesso punto, da cui si muovono: questo punto di connessione e di unità, che ci permette di fare tutto ciò che facciamo, con il sostegno degli altri. E questo punto si sviluppa da un’ideologia interna all’organizzazione, ideologia non basata su credenze e tradizioni, ma su nuovi modelli di approccio, aperti al nuovo e alla spontaneità. Nel mio caso, io sono aperto a tutto ciò che è nuovo, fresco e autentico, che porta con sé ogni membro che si unisce allo staff.

Ognuno di noi è sempre più consapevole che la cosa più importante in questo lavoro è la possibilità di connettersi con il proprio potere personale e di esprimere il proprio Essere con naturalezza agli altri.

NON OFFRIAMO FACILITATORI ILLUMINATI NÉ TRASCESI.

Ciò che fino ad ora è stato presentato con la figura del “Maestro Spirituale”, che appare sotto forma di guru, noi lo abbiamo trasformato in una “Energia Maestra”. Lo abbiamo cambiato di genere, abbiamo spostato la figura maschile del “maestro” verso il femminile. Si tratta di una “energia guaritrice” che sosteniamo tutti, come una famiglia spirituale. Decentralizziamo il nucleo di potere che ho, in qualità di fondatore e direttore dell’organizzazione, in modo che ogni membro possa cessare di essere un “discepolo” o uno “spettatore”. Affronto personalmente ognuno di loro, in modo che attivino il coraggio di portare avanti il loro impegno, la loro responsabilità, che si facciano assorbire e possano approfittare delle opportunità offerte dall’impresa, in ogni momento e zona.

Quasi tutte le persone che si fermano lungo la via e non riescono a continuarla se ne vanno, perché raggiungono un punto dei propri limiti che non possono trascendere. Questo è comunque arricchente, almeno, con noi arrivano fino a lì, la qual cosa è tutto un trionfo. Perché poi potranno continuare la loro strada conoscendo il punto in cui devono saltare.

La maggior parte attraversa questi confini interiori e penetra in un universo di possibilità, fatto sia di sviluppo umano e spirituale che di realizzazione personale. Ma la parte più bella di questo progetto è che queste persone non sono insegnanti, guru o esseri illuminati, sono molto più di questo. Sono persone che hanno fatto il salto e questo è un miracolo, in una società dedita solo alle condizioni e ai limiti.

Per queste ragioni, non creiamo ideali da seguire basati nel mostrare che siamo meglio dei partecipanti, che siamo superiori a loro, perché ci rendiamo conto che ad ognuno di noi sono toccati diversi condizionamenti e che siamo tutti in diverse fasi di superamento di questi. Ogni essere umano configura individualmente le sue potenzialità e i suoi limiti. Di fronte a ciò si può solo dare amore e comprensione.

Non siamo nemmeno d’esempio o modello per nessuno, vogliamo solo essere fonte di ispirazione, con le nostre vite, per altri che vogliano superarsi e che trovino il coraggio di fare il salto. NOI LO STIAMO FACENDO IN OGNI MOMENTO, PERCIÒ CI DEDICHIAMO A QUESTO LAVORO INTERIORE.

Ogni volta che mi presento davanti agli alunni e facilitatori che formo, o ai partecipanti ai ritiri, apro gli occhi molto bene per vedere davanti a me la presenza impressionante di esseri che vengono a guarirmi con lo sguardo. Quindi il mio punto di vista è centrato sugli occhi, perché sono la finestra della mia trascendenza.

Come ha detto il direttore esecutivo della nostra scuola, Laura Torrabadella: “Abbiamo capito che siamo tutti uguali davanti alla creazione, che un vincolo terapeutico non è una relazione, ma un luogo nel quale due persone si addentrano insieme, alla pari, per scoprire uno il mistero dell’altro, l’ignoto. I partecipanti sono la nostra medicina, la loro stessa medicina e la medicina degli altri partecipanti, e noi creiamo e manteniamo gli spazi per far sì che questa medicina venga alla luce e tocchi il cuore di ogni una delle persone che frequentano i nostri ritiri. “

CHE COSA SIGNIFICA ESSERE UN FACILITATORE ALL’INTERNO ORGANIZZAZIONE AYAHUASCA INTERNATIONAL?

1 NON AIUTARE. Sostieni e accompagna. Consenti che il lavoro lo faccia ognuno con se stesso.

2 NON FARE TRATTAMENTI. Ispira con la fiducia che tutto possa essere superato.

3 NON GUIDARE. Orienta e indica la direzione con la conoscenza basata sulla propria esperienza.

4 NON PROIETTARE. Esprimi il tuo essere. Permetti che si emani spontaneamente la tua presenza.

5 NON DOMINARE. Prenditi cura della situazione generale, presta attenzione ai dettagli e alle linee guida da rispettare.

6 NON INSEGNARE. Rimani aperto e attento al tuo proprio processo. Ascolta e ascoltati.

7 NON IMPORRE. Offri alternative creative per comprendere i problemi e uscire dall’inghippo.

8 NON DARE RISPOSTE ELABORATE. Fai una serie di considerazioni affinché coloro che chiedono si possano rispondere da soli.

9 NON DARE ESEMPIO. Sperimenta, impara, sbaglia, si supera e si evolve.

10 NON DISCUTERE. Rimani disedintificato, non hai bisogno di avere ragione, rimuovi gli ostacoli dalla via della saggezza.

11 NON GIUDICARE. Comprendi il problema umano in profondità (sia i limiti e le potenzialità)

Questi 11 punti sono quelli che rappresentano concettualmente il punto di collegamento e unità da cui ci muoviamo.

Essi sono di tale importanza che ci danno modo di lavorare eternamente su noi stessi come se fosse un eterno gioco che condividiamo con tutto lo staff.

Oltre a questo, è anche quella che definiamo una famiglia, non di sangue ma spirituale. Siamo e costituiamo il segno e l’ambiente che incoraggia la nostra guarigione.

Quando le persone incuriosite dalle nostre attività si avvicinano, entrano in una campo energetico che magari, alle volte, è debole, in avaria o perfino assente, ma questo fa parte del gioco dell’evoluzione. perciò la chiave è restare attenti. L’attenzione è quella parte della coscienza che ci avvisa dei pericoli, che ci fa rendere conto che in taluni momenti non siamo all’altezza delle situazioni, ma è proprio allora che nascono le opoortunità di crescere e superarsi.

Tale possibilità di crescita la diamo a ciascun partecipante, così ho creato il certificato di garanzia, affinché ogni partecipante, che non abbia sentito questa energia di cui io parlo, possa darsi e darci una nuova opportunità, offrendo loro un nuovo ritiro senza pagare nulla. Questo perché incondizionatamente rispettiamo il processo dei nostri facilitatori, tra cui la loro caduta, e approfittiamo del fatto che ogni partecipante possa sostenere l’organizzazione con la loro comprensione.

Alla fine, come si dice in molti modi in questo articolo: Tu ed io siamo la stessa cosa. Ci possiamo sostenere l’un l’altro nella direzione del superamento. Questo è il fenomeno di integrazione tra il donatore e il ricevente, quando l’intenzione di guarigione corrisponde tra l’uno o l’altro.

 

Alberto José Varela

nosoy@albertojosevarela.com

 

INGEGNERIA EVOLUTIVA (prima parte): Ripensare i modelli di sostegno alle persone, per dare un giro di volta verso nuovi modelli che favoriscano la trasformazione interiore

INGEGNERIA EVOLUTIVA (seconda parte): Uscire dall’illusione di aiutare il prossimo, centrarsi su se stessi e abbandonare la relazione tra ruoli che credono di essere superiori o inferiori.

Quota

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Scroll to Top