INGEGNERIA EVOLUTIVA (prima parte): Ripensare i modelli di sostegno alle persone, per dare un giro di volta verso nuovi modelli che favoriscano la trasformazione interiore

ESSERE GUARITORE, ESSERE TERAPEUTA… O ESSERE UN MODELLO INGANNEVOLE? ESSERE SCIAMANO, ESSERE MAESTRO… O ESSERE UNA TRUFFA?

Il gioco della guarigione tra il complesso di inferiorità e di superiorità

 

Da sempre noi esseri umani siamo stati spinti dalla possibilità di arrivare a essere qualcosa in più di ciò che crediamo di essere. Come se non fosse sufficiente essere nati con una certa forma di essere. Un gatto nasce come gatto, vive come gatto, e muore come gatto, però l’essere umano nasce come tale e poi vuole convertirsi in qualcosa migliore o più elevato. Anche se questa aspirazione abbia un sostento autentico nel fatto che abbia coscienza, e pertanto possa diventare più cosciente, saggio, centrato e equilibrato; d’altro lato si scatena una tormenta di ambizioni relazionate con il voler essere altro da ciò che si è. Questo è un tema centrale nella comprensione dell’essere umano, di ciò che gli succeda e del suo destino.

Tutti gli esseri umani hanno prima la possibilità di sviluppare spontaneamente le qualità naturali con le quali nascono, o sforzarsi ad essere più di ciò che credono di essere. Sono due cammini molto diversi, uno naturale e spontaneo e l’altro è antinaturale e sforzato; lamentabilmente la specie umana ha optato per il secondo cammino, e ha creato i sistemi educativi basati su questo modello di superamento forzato, per formare bambini ad essere efficienti, produttivi, efficaci e competitivi. In questo modo la ricerca di ammirazione e riconoscimento è in marcia, la divisione tra essere e voler arrivare a essere già è prodotta, pertanto la crepa por la quale si filtreranno tutti i tipi di insoddisfazioni già è aperta. Siamo preparati a soffrire, ed essere assistiti durante tale sofferenza.

Giustamente di questa assistenza alle necessità umane andiamo ad approfondire in questa serie di articoli non pubblicati in nessun altro mezzo; ai quali do il titolo: Reingenieria Terapeutica- Spirituale , e che pubblicherò uno ogni 45 giorni. Inoltre a pubblicare alcuni articoli inediti sul tema.

Quando parlo della necessità umana di superazione, evoluzione o trascendenza, mi sto rifferendo al fatto per il quale si sia creato un gran gruppo di persone ricercatrici di uscite, risposte e soluzione, che ognuno a suo modo denomina in modo diverso, per esempio: RISVEGLIARSI; SANAZIONE, REALIZZAZIONE, ILLUMINAZIONE,ECC. Ognuno può chiamarlo come vuole. L’importante è riconoscere che molti di noi siamo in questo camino di ricerca, per tanto è salutare approfondire nelle origine e nelle motivazione della ricerca che pratichiamo, dato che questa ci porterà all’incontro di maestri, guru, sciamani, terapeuti e per ciò a tutti i tipi di tecniche, metodi e filosofie. Può essere che ci sentiamo ingannati, soddisfatti, delusi o appoggiati nella nostra ricerca, però questo non è importante, bensì il fatto di essere cocenti di tutto ciò che ci si muove a radice di ciò che succede nel cammino, e il fatto che stiamo dando passi reali nella evoluzione.

Essere concenti che dietro questo gioco di sanazione c’è una realtà tanto complessa come profonda, è ciò che ci mette in un luogo di potere e saggezza davanti alla nostra ricerca.

 

UNA BREVE SPIEGAZIONE DELLA SITUAZIONE:

Ogni bambino nasce con necessità primarie o fondamentali: alimento, amore, affetto, tenerezza, attenzione, accettazione, rispitto, riconoscimento, considerazione… che si non sono date, non potrà avere vasi solide per il suo sviluppo . poi appaiono implacabili le necessita secondarie: avere limiti, rispettare le autorità, obbedire, apprendere…

lamentabilmente nella specie umana le necessità secondarie si antepongono alle fondamentali, e incluso queste sono dimenticate. Inoltre al mettere tutta l’enfasi sulle necessità secondarie, cosa che altera un ordine naturale, queste necessità secondarie sono implementate senza un fondo di fiducia e rispetto per la libertà inerente ad ogni bambino. Quindi, e per tutto ciò, si organizza interna e inevitabilmente, un determinato disequilibrio sul quale ogni bambino sviluppa la sua vita. Ora sta sopra una bomba orologeria.

Questo vulcano pieno di lava è ciò che io ho definito come “LA MOLECOLA DEL CONDIZIONAMENTO”, una configurazione energetica che si produce per ciò che il bambino ha ricevuto e non, da ognuno dei suoi genitori, e da come ha percepito la relazione tra di loro, o come gli ha ripercosso la mancanza di relazione con i suoi progenitori. La tappa più o meno definita, nella quale si crea questa molecola che condizionerà l’essere umano per tutta la vita, è approssimatamente fino ai 7 anni. In questo periodo si crea la struttura principale della vita.

Dopo questa fase, il processo educativo continua accompagnando la creazione di questa fragile struttura, creando in ogni bambino molti strati di personalità, è parte della infrastruttura che necessiterà per integrarsi alla società; in questo modo si va convertendo in molteplici personaggi che gli risultano utili per interagire con l’intorno; ha bisogno di modificarsi per funzionare adeguatamente e senza rendersi conto sviluppa un carattere e un modo di essere che non è proprio, della sua essenza, bensì che è il risultato di un’interazione con gli altri e della pressione che gli hanno posto i suoi genitori, la società, e la parte di se stesso che si auto-esige a rispondere e compiere.

Il giorno che questo bambino si rende conto di ciò, mi riferisco al fatto che è messo sopra un monumentale vulcano di menzogne pronte ad essere vomitate, inizia il rifiuto verso se stesso. “Non mi soddisfa essere così”, “non mi piace come sono”, “non mi piace il mio modo di essere”, “vorrei essere altro”… nel fondo arriva alla conclusione: “Non sono sufficiente”.

Queste idee si accentuano al crescere, soprattutto quando si verifica che altri arrivano dove lui non è potuto arrivare o che arrivano ad avere ciò he lui non ha potuto avere, anche se ci abbia provato molte volte e in molto modi. Quindi alla radice della creazione della sua menzogna personale basata su ciò he crede essere, il bambino sviluppa una nuova serie di necessità, le chiamo necessità create. Sorge per esempio, la necessità di essere più o meglio, che è una proiezione di un ego insoddisfatto, che crea un progetto di vita basato sul dimostrare di essere qualcuno. Però per questo dovrà sforzarsi molto, studiare molti anni, dedicarsi a tempo pieno a lavorare e raggiungere passo a passo gli obiettivi posti. Necessità di denaro, studio, lavoro, casa, assistenza sanitaria, ecc.. necessità create sulla base della necessità di essere qualcuno, essere di più o essere meglio.

Sto descrivendo in poche righe ciò che ci succede in pochi anni di vita, e che crea un destino non desiderato, tragico, o limitante.

 

APPROFONDIAMO NELLE RADICI:

Questa ambizione assurda però utile di “voler essere” si sostenta in un congiunto di carenze che a loro volta creano un complesso di inferiorità, che a sua volta è appoggiato da un processo educativo schizoide, che per un lato sottostima l’individuo facendole credere che si sta sbagliando, che non è perfetto, che è pieno di errori, che è incompleto; sommergendolo ancora di più nella bassa autostima che già ha; e d’altro lato – per compensare tale tragedia- lo motiva a ottenere alti ideali mediante la proposta di raggiungere mete e obiettivi. In questi casi la conseguenza dei risultati è fondamentale per compensare il sentimento di inferiorità.

La maggioranza rimane a metà del cammino e si inculcano di più l’idea che non valgono. Pochi ottengono queste mete elevate, ottengono successo in ciò che fanno e raggiungono grandi obiettivi, altri riescono a fare cambiamenti molto favorevoli nel suo modo di essere e stare nel mondo, e con questo sviluppano un altro complesso, quello di superiorità. Questi raggiungimenti gli fanno sentire che sono di più, migliori o superiori. Sono loro coloro che sono pronti ad essere leader, a dominare o esercitare potere su coloro che si sentono inferiori.

Tutto è preparato per creare relazioni sottomesso-dominante, che a sua volta complicano di più la situazione, dato che ogni relazione basata sulla linea di superiorità e inferiorità, offrirà tutta una varietà di problemi di relazioni e la conseguente separazione con la gente: distanziamento, conflitti, negazione all’avvicinamento, resistenza al darsi, ecc… tutte queste situazioni accentuano il condizionamento individuale di ogni persona.

Davanti ad una simile situazione, abbiamo creato ogni tipo di distrazione per evitare di vedere ciò che ci sta succedendo, e cosi poter continuare a funzionare apparentemente bene. Pero anche c’è una minoranza di persone, che affette da questo processo educativo nefasto, osano cercare soluzioni per risolvere le carenze che hanno dato luogo alla bassa autostima. Questo gruppo è conformato da ricercatori della verità, gente che vuole risolvere le cose avariate che porta con se, sanare le sue crepe, risolvere i suoi traumi, persone che riconoscono una quarte necessità: LA NECESSITA’ DI RISOLVERE IL PROBLEMA ALLA RADICE. Questo è il gruppo di persone che stanno crescendo sempre di più nel mondo e a quello che mi dirigo con speciale dedicazione attraverso ciò che pubblico in questo blog.

Il problema si presenta nel fatto che molte di queste persone vogliono risolvere il problema alla radice, però lo fanno a partire da una focalizzazione superficiale, cercando di cambiare i risultati e non la trasformazione profonda. Riflettere sulla motivazione reale che si ha è parte di un processo di evoluzione interiore; guardare con attenzione il luogo dal quale prendiamo ogni decisione.

Tutti coloro che vogliono risolvere qualcosa nella loro vita, in modo più o meno superficiale o profondo, si avvicinano ad un certo tipo di terapia, di attività, o di persona che lavori con il superamento personale.

Giustamente, una delle attività a cui si dedicano chi ha complessi di superiorità è offrire programmi di superamento personale, a tutti coloro che ancora conservano il complesso di inferiorità. Il compito è molto semplice; prima di tutto devo convincermi che sto più in alto degli altri, poi devo creare una certa proposta o apprendere una tecnica che aiuti le persone a offrirsi agli altri, e in un certo momento devo convincerli che anche loro possono farlo.

Molte di queste persone che lavorano con il superamento degli altri, scelgono metodi ancora più sofisticati: si pongono come esempio o modello da seguire, convertendosi in referenti del “come si deve essere”, creando alti ideali basati sull’ammirazione che provocano sui loro seguitori. Di fatto che entrambe le opzioni sono combinabili: da un lato mi metto al di sopra mostrando soluzioni e tecniche che possano aiutarti, e d’altro lato ti mostro che io già ho superato tutto.

Se ho creato una pagina web e blog è perché ho molto da condividere con gli altri, però questo atto ha molte radici. E’ ovvio che sto scrivendo questo articolo per il mio blog perché credo di avere una serie di idee che chi mi legge non ha, o che forse non le hanno così chiare come le ho io. L’atto di scrivere ogni mattino da molto presto è impulsato dal sentimento di aver scoperto cose molto interessanti per la mia vita, che mi hanno portato a superarmi e crescere, maturare e poter arrivare al punto nel quale mi apro a condividerlo con tutti. Per questo ho dovuto realizzare un processo molto lungo e profondo di evoluzione interna. Il processo mi ha permesso di riconnettermi con i valori annullati dall’educazione, raffinare l’abilità naturale di scrivere, e trovare il senso e proposito di voler contattare con altri mediante il mio modo di esprimermi con parole. Però soprattutto ho dovuto trascendere tutto ciò scritto in precedenza, dato che era reale nella mia propria vita e nelle proposte che realizzava chi veniva da me.

Ora che sto in punto molto differente, nel quale godo enormemente nel lavorare nell’emancipazione di chi mi legge e ascolta, e in ciò a cui mi dedico è strettamente di ispirare l’altro, affinchè diventi maestro di se stesso. Posso condividere infiniti segreti che ho scoperto riguardo a me e alle migliaia di persone con cui sono entrato in contatto diretto. Sento che ho un tesoro che voglio condividere, e di ciò voglio vivere. E’ una delle cause per cui ho creato questo blog.

Per queste ragioni ti propongo di aprire il tuo cuore alla lettura di qualcuno che ha avuto molte esperienze, che ha saputo osservare e riflettere sulle proprie patologie e limitazioni, e che ha avuto il coraggio di fare una serie di salti davvero incredibili. Questo ho fatto nella mia vita: saltare. in nessuno di essi sono caduto né sono morto. Per questo posso comprendere me stesso e te. Ti guardo come se guardassi me stesso. voglio che sia ben chiaro che questo mio giungere a te è parte del mio processo di evoluzione, giacché tu sei la mia medicina. mi riferisco al fatto che entrare in contatto con te, guarisce ogni giorno i miei problemi interiori.

 

Alberto José Varela

nosoy@albertojosevarela.com

 

INGEGNERIA EVOLUTIVA (seconda parte): Uscire dall’illusione di aiutare il prossimo, centrarsi su se stessi e abbandonare la relazione tra ruoli che credono di essere superiori o inferiori.

INGEGNERIA EVOLUTIVA (terza parte): Chi può diventare “qualcuno” abilitato a lavorare per l’evoluzione delle altre persone? Qual è la differenza tra chi da e chi riceve?

Quota

2 commenti su “INGEGNERIA EVOLUTIVA (prima parte): Ripensare i modelli di sostegno alle persone, per dare un giro di volta verso nuovi modelli che favoriscano la trasformazione interiore”

  1. SUSANNA DI CASTRI

    come sempre attivi con le parole “soste” fra i pensieri,aprendo ciò che come un potenziale seme esisteva già ma non aveva nutrimento…Grazie

  2. luigia macaluso

    Grazie Alberto,questo articolo fà riflettere su molte cose,il giudizio che diamo in prima battuta su chi abbiamo,di fronte e sul suo modo di atteggiarsi e di relazionarsi con gli altri,e poi ci sono bambini maltrattati presi a morsi,magari picchiati a sangue dal genitore che doveva sostenerlo e amarlo,altri violati nella loro purezza,altri ancora mai ascoltati e mai visti,quanta fatica per accettare di rimanere in questo mondo e di ri-trovare le proprie radici per r-conoscere la vera Essenza di cui siamo fatti, portatori di messaggi meravigliosi come il tuo per cambiare.Grazie mi dai modo di riflettere sulle mie relazioni.Luigia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su