LA MOLECOLA DEL CONDIZIONAMENTO: Il sistema di auto-conoscenza dell’impronta energetica ereditata dai genitori, per evitarne la ripetizione.

SIAMO PROGRAMMATI: LE CONDIZIONI ASSOCIATE E INTRECCIATE CREANO L’INFERNO NEL QUALE VIVIAMO

Un viaggio alla ricerca delle radici energetiche del passato, per la comprensione del presente.

 

Questo testo è una sintesi dello sviluppo concettuale di un sistema di auto-conoscenza che espongo alla Scuola Cosciente, basato sul fatto che il bambino riceve nutrimento dal contesto a lui più vicino (i genitori o le figure paterne) e questo lo condiziona. In seguito, scaricherà durante la propria vita – in maniera più affinata e amplificata – tutto ciò che ha ricevuto dall’esterno, trasferendolo agli altri. Sebbene vi siano diversi fattori che danno forma a tale “esterno”, il padre, la madre e i legami che essi hanno instaurato, sono ciò che formano il nucleo di questa questione.

Da fuori proviene l’aggressione, fuori vi è chi ha prodotto la ferita, e per tanto è fuori che va restituito il castigo. Funziona come un meccanismo di compensazione, o vendetta verso chi ci ha soggiogato, ma di fondo è un meccanismo di RIPETIZIONE, che serve a far perdurare il sistema dal quale proveniamo.

Una delle questioni più angustianti degli esseri umani è il non essere liberi. Il nostro destino è una conseguenza di una serie di programmi installati, come un sistema operativo che ci dirige, e quindi non è una creazione personale dell’individuo. Il fatto che non possa essere diversamente da così, ci tortura; il non poter essere noi stessi ci condanna. Perciò insisto sull’indagare le motivazioni della nostra schiavitù energetica, per poterci infine liberare.

L’idea centrale di questa evoluzione teorica è quella di fare luce sulla schiavitù nella quale viviamo, in modo da poter decidere se vogliamo liberarci o meno. In caso affermativo, sarà indispensabile cominciare un processo di DE-PROGRAMMAZIONE, ossia, l’iniziazione di un processo che proponiamo ai partecipanti dei nostri ritiri di Evoluzione Interiore e che approfondiamo nella nostra Scuola.

ALCUNI CHIARIMENTI PRIMA DI SVILUPPARE IL CONCETTO:

Definiamo “Radici energetiche” quei legami mentali, emozionali e sentimentali che ci vincolano alle persone che hanno partecipato alla formazione del nostro EGO (la prigione), che sono fondamentalmente i genitori (non si includono i legami spirituali, poiché questi sono legati all’essenza e non all’ego).

Esempi eloquenti di tali influenze energetiche sono, in primo luogo, le aspettative dei genitori verso i figli, come fosse un mandato, nel quale il figlio si trasforma in un progetto dei genitori. Questa situazione genera un vincolo energetico che i figli sperimentano, come se fossero sempre connessi a questa parte mentale dei genitori, che a sua volta dispone di tutto il sostegno della sfera emozionale, nella quale è impresso il desiderio che essi hanno e che proiettano sui figli. In secondo luogo, la lealtà dei figli verso i genitori genera un legame energetico con il quale i figli sperimentano l’obbligo di essere leali verso chi li ha messi al mondo, come una specie di debito permanente verso essi. L’inconscio familiare unisce e produce il desiderio di appartenenza, in tal modo si genera la lealtà. Non ci viene permesso di essere indipendenti. L’ego è la prigione, la lealtà è la cella ove siamo reclusi.

In entrambi i casi è possibile notare come si crei un debito reciproco e bilaterale tra essi, che li mantiene legati o addirittura soggiogati. L’aspettativa è discendente e reciproca, mentre la lealtà è ascendente, ma non reciproca. Entrambe si generano a causa di un amore frainteso ed espresso in maniera non adeguata, oppure per mancanza di amore. Per questo si finisce per creare tanti traumi, conflitti e divisioni.

 

L’origine del nome: “La molecola del condizionamento”

Un buon termine di paragone che possiamo usare per chiarire il motivo per cui l’ho chiamata MOLECOLA del condizionamento è, ovviamente, la Chimica, la scienza che studia la struttura, le proprietà ed il comportamento della materia e dell’energia, che interagiscono tra loro.

Un atomo è un raggruppamento di particelle disposte secondo uno schema razionale.

Una molecola è un gruppo di atomi che si dispongono in una qualche maniera razionale.

Una cellula è l’insieme di più molecole, raggruppate in modo razionale.

Un organo è un insieme di cellule organizzate in maniera razionale.

Vale a dire che in natura vi sono raggruppamenti intelligenti che rendono possibile l’esistenza. In tal senso, una molecola è il punto nel quale l’energia comincia a prendere struttura per entrare nel mondo della materia in maniera concreta. Perciò si parla di “struttura molecolare”. Tale struttura crea il ponte tra materiale e immateriale (ovvero spirituale o emozionale).

Similmente all’unione molecolare, ovvero al contatto profondo che si realizza nella materia, anche nelle relazioni con i genitori vi è un’unione molecolare, ma di carattere energetico. Sono legami invisibili che si installano a livello mentale, emozionale e perfino fisico.  Tali legami di unione dovrebbero essere temporanei, fintanto che i figli crescono e diventano grandi, in seguito andrebbero tagliati naturalmente, di modo che tali “bambini” – ora cresciuti – possano maturare ed essere loro stessi, senza dover dipendere dalle influenze energetiche dei genitori.

Non mi riferisco al tagliare in toto il legame spirituale ed affettivo con i figli, ma solo alla parte nella quale vi è un’unione temporanea, e necessaria, al fine di proteggerli, curarli e nutrirli. Non significa eliminare il vincolo d’amore – che può esistere e perdurare per tutta la vita, e oltre essa – ma ai diversi legami soggioganti creati dai genitori fin da prestissimo, che influenzano la psiche dei figli.

UN’UNIONE MOLECOLARE TEMPORANEA:

Nel mondo animale vi sono delle piccole lucertole che sviluppano la qualità di potersi attaccare alle foglie delle piante per potervi camminare sopra senza cadere. Sebbene la legge di gravità si opponga loro, sembra che esse riescano a rimanere attaccate incollando le zampe. Tale aderenza viene definita “unione molecolare temporanea” poiché dura alcuni secondi, e perché altrimenti non potrebbero camminare né muoversi.

Nel caso di noi esseri umani, creiamo unioni molecolari energetiche che dovrebbero essere temporanee, ma le rendiamo permanenti, situazioni che ci assoggettano per sempre, impendendo di muoverci in libertà e di essere noi stessi. “Restiamo impegolati alla superficie, senza poter avanzare” o detto più esplicitamente: rimaniamo ad un punto morto di infantilismo.

Se non superiamo questa fase, le unioni molecolari energetiche che si verranno a creare in futuro, con il partner, i figli, il capo, gli impiegati, i soci, compagni ecc. saranno tutte ripetizioni dello stesso schema di interazione acquisito in origine dai genitori, che ha come obiettivo quello di far perdurare un modello energetico di comunicazione, relazione e percezione.

LA PROIEZIONE NEL PRESENTE DEL MODELLO ENERGETICO EREDITATO

Introdursi nella molecola del condizionamento è tutto un processo di auto-conoscenza di una parte centrale e vitale del passato, che si proietta inevitabilmente nel presente. Voglio dire che il presente è una copia più o meno fedele del passato, come se copiassimo e incollassimo di volta in volta, per ripetere il passato costantemente e secondo gli ordini ricevuti.

Questa pista di ricerca e questo lavoro di auto-conoscenza nacquero quasi 30 anni fa, quando cominciai a rendermi conto del legame che c’è tra il presente e le impronte del passato, e dell’immensa profondità che hanno le radici psicologiche, emozionali e spirituali che sostengono le nostre decisioni, azioni e situazioni attuali.

L’aver realizzato innumerevoli seminari di costellazioni familiari, movimenti sistemici e l’aver investigato altre discipline, come la Psico-Genealogia o la Psicologia Sistemica, mi ha fornito le basi per una comprensione molto più profonda nell’ambito delle influenze esercitate dal contesto umano sulla psiche di un bambino. Sebbene andiamo ad incentrarci non solo sulla psiche, è tuttavia attraverso essa che tutto il resto comincia ad organizzarsi.

La mia visione, applicabile a quasi tutte le persone che vedo, è che siamo bambini feriti, persone che sembrano mature, ma che nascondono la propria immaturità, giacché in fondo hanno sempre un qualche tipo di trauma, carenza o ferita – più o meno nascosta o accovacciata – che li mantiene bloccati in un infermo infantilismo. È probabile che sia questo uno dei motivi più importanti della sofferenza di un individuo, per tale ragione poniamo speciale attenzione allo sviluppo di questo argomento nella nostra Scuola.

Nella vita quotidiana emerge sempre un momento o una situazione nella quale l’energia accumulata da tale molecola del condizionamento, come una molla incontenibile, scatti, sprigionando tutt’attorno l’energia che contiene.

Quello che in psicologia si chiama “PROIEZIONE” non è null’altro che impotenza contenuta, la quale esplode all’improvviso verso l’esterno, o detto in altre parole, è libertà repressa che ha bisogno di uscire. Anche se gli psicologi affermano che “proiettare” significa dare ad altri qualcosa che è di noi stessi, questa è solo una parte di ciò che realmente è la proiezione.

La conclusione alla quale sono giunto, dopo molti anni, è che il bambino si nutre del contesto, dell’ambiente circostante, e scaricherà in maniera più o meno affinata e amplificata tutto ciò che ha ricevuto da esso, trasferendolo verso altri. Quello che proviene dall’esterno, va restituito all’esterno. E l’esterno è tutta la società (genitori, relazione, educazione, cultura, religione, famiglia, amici…) ma questo studio è centrato sui genitori e le loro relazioni proiettate sulla vita dei figli.

Ho deciso di chiamarla MOLECOLA DEL CONDIZIONAMENTO perché, come il dice il nome, è l’insieme di milioni di atomi vivi e in movimento (o energie multi-fattoriali del passato) che unendosi formano una MOLECOLA. Da questa conformazione si pongono le basi sulle quali si costruiranno tutti i condizionamenti umani. Il condizionamento di base è la struttura sulla quale si edificherà la – o le – personalità (insieme di personaggi o maschere).

La suddetta molecola è unica e irripetibile in ogni persona, poiché è configurata da tali milioni di atomi, o impatti energetici del contesto, in una maniera che non è ripetibile con nessun’altra persona. Ma dopo aver praticato lo sviluppo della parte teorica, mi resi conto che c’era molta gente che si identificava con determinati modelli della molecola, i quali avevano certe similitudini e somiglianze, e che per tanto potevano essere approcciate in maniera generale, così da poter in questo modo trattare in gruppo la definizione di certe influenze, comuni a molte persone.

Vale a dire che vi è un ego individuale e uno di gruppo, i quali hanno alcuni punti in comune. “Ego” è l’identificazione che si crea e sostiene con i personaggi o le personalità che si siano adottate. Per questo possiamo affermare con certezza che la MOLECOLA DEL CONDIZIONAMENTO mostra chiaramente i piani interiori di come è strutturato l’ego, e il suo modo di relazionarsi, al fine di percepire e decidere. In tal senso, aver maturato questa esperienza di auto-conoscenza può dare l’accesso al nucleo da dove emerge gran parte degli atteggiamenti e delle esperienze che abbiamo avuto e abbiamo nelle nostre vite.

In questa maniera uno vede e decide se vuole continuare uguale a prima o se vuole cambiare qualcosa della propria vita, e poter così relazionarlo a differenti aspetti di questa molecola del condizionamento.

La molecola del condizionamento è un piano di auto-conoscenza, per scoprire le tendenze energetiche che tutti abbiamo, a seconda del legame che si è stabilito con i genitori, tra la figura materna e l’individuo, la figura paterna e l’individuo, e la figura dell’unione dei genitori e l’individuo, che a sua volta proviene da generazioni precedenti.

Sono “radici energetiche” perché rappresentano le impronte psico-emozionali che abbiamo captato nel processo di crescita. Sono gli impatti dell’ambiente circostante che si imprimono nella nostra psiche, creando un impulso energetico verso dentro che inevitabilmente ha la tendenza a tornare a uscire verso fuori. Detto in maniera più semplice, è l’impressione originale dalla quale poi si faranno innumerevoli copie. A seconda della forza e della profondità di tale impressione, si avrà più o meno qualità delle copie.

Ogni persona sperimenta l’impressione di tali energie internamente, alcuni la proiettano, altri la introiettano, alcuni l’espellono, altri l’ingoiano, e altri ancora fanno entrambe le cose. Vale a dire che esistono tre tipi di reazione a tali energie.

Capendo che i legami sono la struttura del condizionamento, se si osserva coscientemente questo meccanismo, l’individuo giunge alla conclusione che tutte le sue relazioni sono la conseguenza di un modello impiantato incoscientemente da queste tre fonti energetiche, alle quali ha avuto accesso durante l’infanzia.

Le relazioni sono i binari sui quali viaggia il treno del condizionamento, che porta l’energia da uno all’altro, e così facendo, perdura.

Chi vuole fare un lavoro di auto-conoscenza profonda per scoprire tutti i piani di come sono fatte le nostre strutture, deve immergersi in diversi strati interiori. Si tratta di alcune delle placche tettoniche più dure e spesse delle nostre fondamenta. È complicato e doloroso mettersi lì, ma allo stesso tempo è tremendamente liberatore, poiché si giunge a comprendere gran parte dei nostri problemi quotidiani.

Noi umani non siamo il nostro passato, né ciò che abbiamo vissuto, non siamo i nostri genitori, però è vero che viviamo come se lo fossimo, per tanto, è indispensabile smettere di identificarci da queste radici energetiche. Il lavoro è arduo, perché quando vediamo quali sono le radici del nostro destino, esse sono già ben bene impiantate nella nostra psiche, sono parte del nostro modo di essere. Liberarsi di queste influenze inconsce è un vero e proprio esorcismo. E non saranno demoni quelli di cui ci libereremo, ma energie più basilari e influenti, che hanno costituito la realtà che viviamo.

Se ti piaci come sei, se ti trovi bene con le persone che conosci e apprezzi, e con le relazioni che hai, ti sconsiglio di approcciare questo studio. Se ti senti felice di come interagisci con il contesto umano, non hai bisogno di questo sistema di auto-conoscenza, a meno che tu non desideri metterti in gioco e aprirti all’osservazione.

Alberto José Varela

nosoy@albertojosevarela.com

 

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