NO-TERAPIA: Una tecnica che va affinandosi ed espandendosi nel mondo. L’ autentico mistero di come la follia cosciente possa distruggere la più dura delle resistenze.

LA FOLLIA DELLO SCOPRIRE LE PROPRIE BUGIE CHE NASCONDONO CIÒ CHE SIAMO

Sono passati più di 10 anni dalla sua creazione e da allora l’uso che se ne fa è in crescita continua, nonostante il suo creatore non ne avesse fatto una insegnamento.

È l’approccio tipico dell’organizzazione Ayahuasca International. E viene trattato come materia di studio all’interno della Scuola Cosciente. Con comprovati risultati contundenti.

Quando si va a fare un lavoro di psicoterapia con le persone senza poter accedere in nessun modo al nucleo del problema, a causa dei meccanismi di difesa ben organizzati e le resistenze molto forti, si ricorre a questa tecnica che agisce come una bomba che apre la porta alla verità e al sentimento. È una parte importante del lavoro di Integrazione Psicoterapeutica che viene fatto nei Ritiri di Evoluzione Interiore organizzati da Inner Mastery International.

Ho creato questa tecnica tra il 2003 e il 2006, anno in cui la presentai a Madrid al Ristorante Ecocentro. In seguito il suo sviluppo e la sua esposizione sono continuati fino al dicembre del 2008, quando mi rinchiusero e detennero in carcere per 14 mesi, cosa che impedì di continuare con il lavoro di indagine che stavo effettuando tutti i giovedì, con le centinaia di persone che venivano al ristorante a curiosare o a cercare una nuova alternativa per risolvere i problemi.

In queste sessioni pubbliche di No-Terapia della durata di 2-3 ore ciascuna, offrivo la possibilità gratuita di provarne l’efficacia e i risultati, che è possibile ottenere approcciando le situazioni della vita quotidiana da un’ottica completamente diversa da quella conosciuta. Praticavo questa tecnica con assistenti disposti a realizzare un nuovo tipo di indagine su loro stessi. Ogni giovedì spiegavo brevemente di cosa si trattava e poi chiedevo se qualcuno era disposto a smantellare le proprie bugie. Alcuni alzavano la mano e allora li facevo venire al centro, uno alla volta, e gli domandavo “Chi sei?” In quel momento cominciava il gioco della scoperta.

Mi risulta molto complicato spiegare cosa sia la NO-TERAPIA, ma cominciamo col dire cosa non è. Non è una terapia e io non ho nulla contro le terapie, anzi, sono favorevole alla loro esistenza. Ho creato la No-Terapia per avere un approccio originale e realmente differente da tutti gli altri.

Questo approccio è un gioco di confronto che si va via via perfezionando da sé, a tal punto che ad un buon momento si potrà convertire in un metodo terapeutico. Per ora è solo una tecnica che viene utilizzata da pochissime persone, a cui la insegno personalmente. A questi devo trasmettere un sacco di concetti che spiegano cos’è e come funziona dal momento che, come tutte le cose nuove, è difficile da assimilare.

Le psicoterapie solitamente rispettano l’Io, lo curano, lo proteggono, lo rinforzano e migliorano; uno psicoterapeuta crede a ciò che i pazienti hanno da dire, e a partire da questo danno un qualche tipo di trattamento. Tutta la psicoterapia dà per vero ciò che la persona che viene a consultarsi dice e sente. In una certa misura, lo psicoterapeuta deve conformarsi alla bugia che il paziente/cliente porta con sé. Invece la No-Terapia parte dal presupposto che tutto quello che l’Io dice, riguardo a se stesso e ciò che sperimenta, è una menzogna. Per tanto, bisogna addentrarsi tra i vari strati di menzogne o maschere al fine di vedere cosa c’è di nascosto, visto che l’accesso all’essenza, alla verità individuale, al sentimento genuino sono alcuni degli obiettivi della No-Terapia.

Per giungere in profondità bisogna attraversare le placche tettoniche che riscoprono l’ego e questo è un compito tanto delicato quanto complicato. Per questo era necessario creare una tecnica e io ne ho confezionata una che usa una serie di meccanismi, i quali danno delle chiavi d’accesso, ma bisogna saperle usare, proprio come un prestigiatore esperto sa aprire i lucchetti. L’idea è di accedere attraverso le crepe, rilevando le anomalie o le inconsistenze presenti nella struttura dell’Io di ogni persona che viene noterapeutizzata.

Uno dei concetti della No-Terapia è che LA PIÙ GRANDE DELLE DIPENDENZE È LA DIPENDENZA DALL’IDENTITÀ.

L’attaccamento a ciò che crediamo di essere. L’ossessione ad aver cura e conservare le identificazioni che abbiamo avuto per tutta la vita e che consolidano l’idea di ciò che siamo. DALLA DIPENDENZA ALL’IDENTITÀ, DERIVANO TUTTE LE ALTRE DIPENDENZE CHE ESISTONO.

Quando in un individuo si consolida l’idea di ciò che è, questo cade intrappolato in pozzo quasi senza via d’uscita. Tutta la vita si impernia e si organizza a partire da questa convinzione, che è stata creata dalla percezione che si è avuta dall’ambiente circostante. Tale percezione è di una complessità straordinaria, perciò quando ci addentriamo fra gli strati dell’identità possiamo osservare i nostri labirinti interni, che sono il fondamento di come ci muoviamo nella vita.

Ci sono identità più o meno efficaci, operative, positive, creative o distruttive, divertenti o noiose, superiori o inferiori, però la questione non è scegliere la migliore o cambiarsi la maschera per avere una vita migliore, ma trascenderle tutte, porsi al di sopra di esse, andando a prendere un posto di potere a partire dal Sé, chiamato anche essenza, anima o spirito. Il potere che emana da ciò che ogni essere umano è si trova nascosto e bloccato sotto le molte maschere che abbiamo creato. La maggior parte delle persone non sa dell’esistenza di un tale potere. Altri sanno ma non ne hanno accesso o se ne sono dimenticati.

Quando qualcuno si prefigge di superare un limite, risolvere un problema o affrontare un conflitto o una malattia, raggiunge un punto di svolta in cui si rende conto che è necessario fare un cambiamento. È in quel momento che la possibilità di accedere al potere interiore appare, ma purtroppo è di così difficile accesso, a causa degli strati di bugie che lo ricoprono. Questi strati sono fatti di percezioni, molte percezioni sulla vita, l’altro, il mondo, le relazioni, il passato, il futuro…

Se una persona vuole cambiare qualcosa nella sua vita e far sì che questo cambiamento sia auto sostenibile e duraturo nel tempo, deve far in modo di essere accompagnato da un cambiamento di percezione di se stesso.

La No-Terapia fa appunto questo.

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