RIVISTA PLAYGROUND: AYAHUASCA E ALBERTO VARELA. PERCHÉ QUANDO PARLANO DI ME MI CHIAMANO L’ARGENTINO? È sospetto che si menzioni la nazionalità per parlare di qualcuno.

UN ARGENTINO È IL FONDATORE DELL’ORGANIZZAZIONE MONDIALE PIÙ GRANDE DEDITA ALL’USO DI AYAHUASCA

Presente in oltre 10 paesi con la multinazionale che ha fondato: AYAHUASCA INTERNATIONAL®, INNER MASTERY®, SCUOLA COSCIENTE®, AYAHUASCA TRAVELS® e RETE DI EPICENTRI OLISTICI®.

Il modo superficiale di vedere la crescita mondiale del lavoro con Ayahuasca, dal punto di vista economico-aziendale, proviene da molti media di comunicazione scandalistici come lo è PLAYGROUND in Spagna che ha da poco pubblicato un articolo con informazioni distorte, incontrastata, ma garantendosi la visita di milioni di persone avide di critiche.

La giornalista Clara…di Playground, mi ha chiamato per farmi un intervista telefonica, cosa che non si è potuta fare il giorno e l’ora che avevamo stabilito. Di conseguenza ha estrapolato stralci di un dialogo via mail per realizzare questo articolo. Sebbene siano fesserie, sono grato per la pubblicità che mi fanno, visto che mi citano almeno una decina di volte, tanto quanto l’Ayahuasca se non di più, e comunque sempre di più delle citazioni dei detrattori. Essere al centro dell’attenzione è qualcosa che piace molto a qualsiasi argentino.

Ma andiamo al punto del quale voglio parlare in questo articolo, per riflettere e perché no, ridere un po’. È SULL’ESSERE ARGENTINO.

UN PICCOLO RIASSUNTO DI CIÒ CHE STA ACCADENDO:

Ogni fine settimana persone di oltre 20 paesi del mondo partecipano ai nostri ritiri; la gente si reca lì dove stiamo perché vuole conoscere da vicino il lavoro che svolgiamo, dato che sta avendo un successo inusitato nel mondo della spiritualità e della terapia (gran parte dei creatori del metodo e parte dello staff direttivo sono anch’essi argentini).

L’originalità dell’aver decontestualizzato le medicine sciamaniche dalle tradizioni e culture e averle fuse con ogni tipo di terapie e pratiche orientali, ha fatto sì che sorgesse qualcosa di nuovo e diverso, davvero potente per la trasformazione dell’essere umano. Mi riferisco alla possibilità di guarire l’anima, di riconciliarci con la fonte e aprire il cuore espandendo la coscienza, per comprendere l’unità e la profondità di questa esperienza che connette con la VITA; tutto questo sulla base di un lavoro terapeutico di grande profondità, che è la nota distintiva dai riti religiosi o tradizionali che vengono praticati in Amazzonia e per mezzo delle religioni nel mondo che usano l’Ayahuasca come sacramento.

Per me era ovvio separare l’Ayahuasca dalle credenze, IL LAVORO CON LA COSCIENZA E L’AMORE NON È COMPATIBILE CON NESSUN TIPO DI ESTREMISMO, e che bisognava uscire dalle limitazioni delle tecniche terapeutiche, visto che IL LAVORO DEL FLUIRE CON CUORE NON È COMPATIBILE CON L’OSSESSIONE PER GLI SCHEMI RIGIDI. Ancor più ovvio era dover fondere tutto ciò che funziona e creare una scuola internazionale e interdisciplinare di terapie e spiritualità, per formare facilitatori che sappiano riunire il potere e l’energia che si produce con l’unione di medicine naturali enteogene, strumenti e metodi.

La questione centrale è il successo della nostra proposta, cosa che non abbiamo ricercato, ma che ci è capitata quasi per sbaglio o casualità. La straordinaria realtà che dia risultati incredibili, che funzioni in quasi tutte le persone e per ogni tipo di problema, genera emozioni rivoltose in coloro che non ci conoscono di persona. Abbiamo migliaia di testimonianze di partecipanti documentate su video e lettere. Come mai la rivista Playground non pubblica nessuna testimonianza registrata da gente che mette il proprio nome e cognome pubblicamente, mentre non cita nemmeno il nome di che mi diffama con menzogne? È DAVVERO SOSPETTO!

L’enfasi che molti media pongono sulla mia nazionalità rende chiaro che la referenza “L’ARGENTINO” pone in contesto sociale e culturale quello di cui parleranno successivamente. È come preparare il terreno per quello che si vuole raccontare. Cosa ci si può aspettare da un argentino? Che faccia affari, che sappia approfittare di occasioni, che sia svelto a prendere decisioni, che abbia coraggio e creatività imprenditoriale, e ovviamente che manipoli e truffi in un modo o nell’altro altre persone. Una fama acquisita, probabilmente per buone ragioni, ma non è sufficiente per generalizzare.

IL TITOLO DELL’ARTICOLO DI PLAYGROUND IN QUESTIONE È IL SEGUENTE:

“Ayahuasca International: un business milionario che traffica con un rituale sacro”

Non è milionario né sta trafficando con nessun rituale. Due bugie nello stesso titolo sensazionalista che la dicono lunga su questa pseudo-testata giornalistica, o meglio, media di distorsione della realtà. Forse lo ha scritto una catalana o una spagnola. Che importanza ha se dico: “LA CATALANA CLARA GIL HA DETTO CHE…”?

Un’altra giornalista di Playground, Alba Muñoz, con molto più criterio, due anni fa decise di venire ad assistere ad un nostro ritiro per fare un reportage, partecipando alla nostra proposta, assumendo Ayahuasca e vedendo le terapie che facciamo. Oltretutto era Catalana…perciò non dobbiamo generalizzare (alla fine di questo articolo troverai il link di quell’intervista).

ARGOMENTAZIONI E PROVE CHE ESIGONO UN VERDETTO: basta un po’ di buon senso per rendersi conto che il fatto che utilizziamo l’Ayahuasca al di fuori del contesto sciamanico sia sintomo che non traffichiamo con rituali sciamanici, ma tutto il contrario, e poi quando la gente conosce il nostro lavoro la portiamo in foresta affinché provino i rituali originali delle etnie dell’Amazzonia Colombiana. Noi non possiamo offrire rituali sciamanici dato che non siamo sciamani, ma terapeuti, facilitatori, professionisti della salute e Ayahuasqueros empirici. Ma portiamo anche gli sciamani qui in Europa affinché facciano i loro rituali, e poi noi facciamo l’integrazione terapeutica nel nostro stile occidentale. Essi vedono quello che facciamo e sono piacevolmente sorpresi, perfino partecipano alle nostre terapie. Il nipote di Taita Querubín, Victor Queta, ha fatto una terapia sistemica con Isamar Gutierrez (docente della nostra scuola) con risultati che hanno saputo emozionare il giovane sciamano. Stiamo integrando, non dividendo, non accaparrando; stiamo dando occasioni, non facciamo affari con la roba d’altri; stiamo consolidando l’espansione dell’Ayahuasca, no debilitandola.

Visto che parlano tanto dei guadagni milionari, perché non provano ad investigare per davvero sul mio conto (a me e a tutta la mia famiglia)? Non abbiamo proprietà, non abbiamo barche, né macchine di lusso, l’unica cosa che facciamo è investire il 100% dei guadagni in ciò che amiamo e che ha trasformato la nostra vita. È un atto di gratitudine, per questo l’impresa che gestirà il nostro ostello nella foresta da ora si chiamerà GRACIAS AYAHUASCA SL.

Cosa si celerà dietro coloro che rimarcano il fatto che io sia argentino? È comprensibile che la mia nazionalità sia come una professione, come se fossimo ad una gran università sociale, culturale, creativa e psicologica; essere argentino è un po’ come essere professionisti di qualcosa, abbiamo perfino il titolo fissato nella mente; per molti è la professione del truffatore, per altri della creatività, l’originalità o del carisma, e per altri ancora l’ego. Sia come sia, mi piace essere argentino, non ho mai chiesto la cittadinanza spagnola, sebbene viva in Spagna da oltre 20 anni e abbia 5 figli spagnoli, perché amo la mia nazionalità e non ho bisogno di nessun altra, una è sufficiente, soprattutto se argentina.

Ho 4 passaporti argentini che non posso più usare perché sono pieni di timbri doganali a causa delle centinaia di viaggi che faccio per il mondo. È un onore per me essere nato argentino, aver imparato tanto ed essermi nutrito di così tanta energia creatrice ed imprenditoriale; di sicuro laggiù l’educazione e la formazione ci formano molto negativamente in alcune cose, ma anche molto positivamente in altre. Come ad esempio nell’arte di affrontare colombiani impegnati a screditarci.

Per quanto mi riguarda io amo la Colombia, non potrebbe essere diversamente, visto che vivo con una colombiana che amo da oltre 10 anni e che è la donna che mi ha accompagnato in questa avventura imprenditoriale e internazionale. Ci manca soltanto che le dicano che essendo colombiana è narcotrafficante. Ad ogni modo riconosco che bisogna essere colombiani, e di quelli coraggiosi, come abbondano in quel paese, per avere il coraggio di accompagnare un argentino folle di gratitudine, che si sveglia ogni giorno con una nuova idea diversa pronta da far esplodere.

Dedicato in special modo ad Andrés Cordoba che tanto mi legge ogni giorno. Credo che sia il colombiano più dipendente dai miei testi. Grazie Andrés. VIVA LA COLOMBIA, da dove arriva la migliore Ayahuasca del mondo. Quella che usiamo noi.

 

Alberto José Varela

nosoy@albertojosevarela.com

 

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