PROVANDO A SPIEGARE L’INESPLICABILE: l’espansione e la spontaneità.

LA SFIDA CHE STANNO ACCETTANDO MOLTE PERSONE AUDACI E CORAGGIOSE 

La bellezza della trasformazione espansiva, non calcolata, originata da un’esperienza collettiva.

Provare a spiegare la mia esperienza nella Scuola Europea Ayahuasquera è davvero una sfida, a causa delle molteplici note che cominciano a risuonare nell’interiore, molte delle quali è la prima volta che ascolto, dopo la fine del ciclo formativo della Scuola. Al momento ho completato due cicli e la mia motivazione continua a crescere di pari passo con l’ispirazione: è l’interazione con le altre persone, vibrando all’unisono.

Il lavoro, sviluppato in base ai differenti seminari, permette di porre in questione in maniera costante l’idea che abbiamo di noi stessi e di scoprirci invece in emozioni ed espressioni che mai avremmo immaginato come nostre. Allo stesso tempo è possibile comprendere meglio l’esperienza umana, arricchendo la rete formata dalle persone di diversi luoghi del mondo. Che si voglia o no, il prossimo si trasforma in uno specchio che riflette il nostro interiore, permettendo una maggiore comprensione del nostro essere. La convinzione di essere realmente UNO è più palpabile che mai. Ti si aprono finestre davanti che ti permettono di osservare la nostra natura reale e poi finisci per aprire porte che lasciano gli altri vedere oltre, verso un nuovo stato dell’essere. È la bellezza della trasformazione espansiva, non calcolata, originata da un’esperienza collettiva, che si manifesta con la naturalezza di un albero che cresce ed estende i suoi rami verso il cielo.

Con la pratica ho appreso a riconnettermi con la comunicazione nella sua pienezza: migliorare la capacità di osservazione, leggere meglio i codici non verbali, sperimentare con il corpo nuovi movimenti, riconnettermi fortemente con la musica e l’espressione dell’anima attraverso essa. Per me questo lavoro in distinte dimensioni è fondamentale, dato che penso che, per ottenere uno stato di espansione, ci sia bisogno di lavorare sul piano mentale, emozionale, fisico e spirituale. Se fossimo degli strumenti, sarebbe come lavorare al nostro perfezionamento, per quattro giorni, e scoprire suoni e corde nascosti che non avevamo mai notato prima. La cosa più bella di tutte è che non ci sono programmi rigidi: ci sono dei temi da trattare costantemente, mai in maniera ripetitiva, ma è come se si procedesse su di una spirale, si vanno a rivisitare comprensioni approfondendone le verità. La Scuola, nel suo cercare di connettere i partecipanti, con la sua espressione spontanea e pura è un esempio di libertà con un proposito.

Uno dei temi sui quali abbiamo lavorato in questo ultimo ciclo ha a che vedere con la sfida di trascendere il condizionamento, facendo sì che emerga il nostro tesoro personale, la reale espressione dell’essere. È come succede con la magia dell’acqua sotterranea.

Quest’acqua è quelle che corre sotto la superficie terrestre e occupa principalmente i pori e le fessure delle rocce più solide. Per usare questa immagine bellissima: è come se le rocce solide fossero i condizionamenti che sostengono l’identità che ci siamo costruiti, mentre l’acqua che scorre nelle sue fessure è il tesoro che attende di scorrere in una fonte di espressione spontanea dell’essere.

Così come l’acqua di falda può rimanere nascosta per migliaia o milioni di anni, far si che questo transito tra il vivere sulla roccia di ciò che crediamo essere alla fluidità di ciò che siamo, può impiegare diverse fasi nella vita delle persone. Dipende solo da noi come farlo emanare. L’esperienza nella Scuola è stata un’opportunità meravigliosa affinché ciò accadesse.

Ora, riflettiamo su questo dato interessante: gli scienziati stimano che l’acqua sotterranea rappresenta il 95% di tutta l’acqua fresca disponibile, da qui l’importanza di quest’acqua come riserva di acqua dolce.

È quasi come se i tesori di tutti noi fossero l’acqua sotterranea, la riserva che attende di essere scoperta, che ci permetterà di mantenere l’armonia tra gli esseri umani e la loro relazione con l’ambiente naturale.

Osservare la fonte che comincia a fluire in un gruppo di umani è meraviglioso. Ancora di più quando, col senno di poi, si osserva l’impatto che ciò ha avuto nella vita quotidiana: esprimo le mie idee con più chiarezza, semplicità e libertà nel lavoro, osservo la mia famiglia e coloro che amo con un sentimento rinnovato di amore ed empatia e posso condividere con gli altri le nuove riflessioni generando così un’onda ispiratrice. Capirai quindi che vivere sulla base del tesoro implica una responsabilità che non pesa, ma che si assume invece naturalmente e con allegria. Tutte le dimensioni della mia vita ne hanno avuto beneficio.

Da questo cammino che continuerò a percorrere ti faccio una domanda: sei disposto a scoprire il tuo tesoro?

Marcela

 

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