LA QUALITÀ DELL’AYAHUASCA. I fattori che incidono per far sì che l’esperienza sia sicura e profonda.

UN PROCESSO NATURALE DI COSCIENZA, DEDIZIONE ED ATTENZIONE AI DETTAGLI IMPORTANTI

È da più di 10 anni che pianto, taglio e cucino Ayahuasca nella selva insieme a Taita o sciamani della selva colombiana.

Lo faccio perché mi appassiona, soprattutto quando semino i semi nelle terre che ho comprato nella selva, e lo faccio con l’intenzione di restituire all’Amazzonia quello che le ho rimosso. Inoltre collaboro economicamente con molti sciamani lavorando nelle piantagioni di Ayahuasca perché sento che in pochi anni ci sarà un’espansione a livelli inimmaginabili nel consumo di Ayahuasca in tutto il mondo, sia per la ricerca spirituale che per la cura e guarigione fisica ed emozionale.

Una delle questioni più importanti nell’esperienza che si può avere con l’Ayahuasca è la qualità delle piante che si utilizzano e il processo del preparato. Evidentemente un processo NATURALE.

I fattori che influenzano la sua qualità sono:

  • Le piante che si mescolano. La formula originale sciamanica prevede solo 2 piante. Una è l’Ayahuasca (70% del totale) e l’altra è la chacruna (30% del totale) alcuni aggiungono altre piante, ma non è conveniente ed inoltre può essere pericoloso. Altri utilizzano piante analoghe che non sono dell’Amazzonia, da lì il nome che le danno di “nahuasca” (Ayahuasca fatta senza la liana originale).
  • L’età delle piante. L’ayahuasca ha più potere quando ha più anni di età. Una pianta con molta forza deve avere minimo 10 anni. Se si prepara con piante da 2 a 5 anni l’esperienza sarà molto più debole e limitata, poiché lo spirito della pianta ha bisono della propria maturazione.
  • Il luogo dove crescono le piante. La selva offre le condizioni ideali, non solo per il clima, ma per tutti i pericoli che circondano le piante, la distanza con l’uomo, ed il fatto che sia selvatica è molto meglio. Il contatto diretto con la purezza della selva, il pericolo permanente, gli insetti e gli animali selvatici, produce una forza speciale nella pianta.
  • Il trattamento che si da alla pianta durante il processoCi sono sciamani che mettono il nome alle piante di Ayahuasca, in questo modo, le personalizzano e le trattano come essere vivi ed unici. Quando si taglia la pianta, l’atto deve essere di rispetto, le si chiede il permesso e le si dice qual è l’intenzione per cui la si utilizza. Quando si frantuma si deve fare con amore e mettendo l’intenzione ad ogni colpo che le si dà.
  • Il processo di cottura dev’essere realizzato con legna speciale, ci sono anche sciamani che utilizzano tronchi medicinali per il fuoco con cui viene cucinata. L’acqua che si utilizza dev’essere di fonte. Il luogo di cottura dev’essere molto curato, è tutta una cerimonia l’atto di mettere la pianta frantumata nella pentola e accompagnare il processo di cottura, con musica, che dev’essere di un minimo di 3 giorni e 3 notti, perché la pianta possa consegnare il proprio spirito all’acqua e l’acqua possa evaporare lentamente senza perdere le proprietà ed i principi attivi.
  • Il trasporto. Si realizza attraverso persone che sono coscienti di quello che portano e il proposito che hanno. Senza paura, senza colpa e senza preoccupazioni.
  • Le persone che la danno Devono essere preparate per tale compito. Centrate nell’intenzione e nel proposito per cui la danno. Conoscere perfettamente qual è la dose adeguata di ogni tipo di Ayahuasca, poiché secondo il potere che ha, si può dare in più o meno quantità, e perciò l’ayahuasquero deve conoscere ogni tipo di Ayahuasca che da. Bisogna provarla. Lo stato interno di chi da l’Ayahuasca ed accompagna il processo che hanno le persone che la prendono, gioca un ruolo fondamentale in tutto il processo. Anche la sua attitudine o il sapere stare, sottolinea la differenza nella qualità dell’esperienza che avrà chi la assume.
  • I tipi e le miscele. Ci sono molti tipi di Ayahuasca: tigrehuasca, cielohuasca, serpentehuasca, orohuasca, stellalucentehuasca, ma quando si mescolano 2 o più tipi di Ayahuasca nel processo di cottura, ognuna, raccoglie maggior forza. Il più delle volte, dopo la preparazione, si può mescolare con altra Ayahuasca già preparata da altri sciamani, così da darle a sua volta un ampliamento di vibrazione, che possiede l’energia di diverse piante, sciamani e gruppi etnici che l’hanno preparata. Per realizzare questa miscela devi aver provato e sperimentato l’arte dell’alchimia dell’Ayahuasca.

Tutto questo e molto altro è quello che si apprende dagli sciamani che amano e rispettano questa pianta, a tal punto da sentirla il loro Dio, la loro guida, o il loro cammino, per questo sacralizzano e hanno creato tutta una cultura intorno alle “tome” di Ayahuasca. Si sono anche già fondate varie religioni intorno all’Ayahuasca in Brasile, e questo è uno dei percorsi rispettabili che si aprono nell’uso dell’Ayahuasca. Noi non la usiamo come sacramento, bensì come strumento, come se fosse un bisturi energetico per fare operazioni di guarigione. Per questo nella nostra Scuola Europea Ayahuaschera poniamo molta enfasi sulla qualità dell’Ayahuasca; a seconda della qualità del bisturi si può arrivare molto in profondità.

In qualunque caso e indipendentemente da questi 8 punti circa la qualità dell’Ayahuasca, devo sottolineare che È INDISPENSABILE CONOSCERE L’ORIGINE E LA PROVENIENZA DELL’AYAHUASCA CHE SI PRENDE (TOMA) E CHE SI DÀ, ED ANCHE PARTECIPARE NEL PROCESSO DI ELABORAZIONE per offrire un’esperienza di qualità ai partecipanti. 

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L’Ayahuasca che si vede nella foto è LUCERTOHUASCA con più di 20 anni di età.

 


La nostra organizzazione Ayahuasca International conta di un buon gruppo di persone che si dedica a questo compito, sia in America che in Europa. Nella foto in alto Valter Bisio, uno dei soci dell’Hostello di Rio a Mocoa e facilitatore dell’equipe, cucinando ayahuasca nel fornello dell’Ostello con il Taita Marcial>> PER ANDARE IN SELVA: jungla@innermastery.es 


 

Alberto José Varela

nosoy@albertojosevarela.com

 

 

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