RED BULL & AYAHUASCA. L’illusione di avere ali per volare (1° parte)

L’ILLUSIONE DI VOLARE SENZA NEMMENO ESSERE LIBERI. 

La falsa realizzazione di coloro che si precipitano a volare

 

Siamo in tanti a star attraversando il meridiano che separa l’autoinganno dalla vera trasformazione, in questo momento e prima di oltrepassare questa ultima frontiera o limitazione, appaiono meccanismi devastanti che possono sviarci dal compiere questo ultimo passo. Uno di questi meccanismi, che ho osservato in molte persone, è che nasce in loro la credenza di essere pronti per volare, sebbene, ancora, manchi loro qualcosa.

“Ho bisogno di potere, voglio più intensità, voglio elevarmi fino alla cima, voglio essere il capo della mia vita, nessuno mi dirà cosa devo fare” ed ecco che bevo qualcosa che mi offra uno pseudo-potere per fare quello che in realtà non posso fare, per questo ho bisogno di una forza “extra”, ho bisogno di una spinta, ho bisogno di prendere qualcosa, di sballarmi con una qualunque cosa, di sentire che posso… e soprattutto avere una qualche scusa per fuggire da questo punto in cui mi trovo, in procinto di attraversare.

Ho chiamato “SINDROME DA ASSUNZIONE DI POTERE ‘RED BULL’” il fenomeno che molte persone, che si trovano in un processo di abbandono del falso potere, sperimentano: hanno talmente tanta premura di volare che si dimenticano di arrendersi. Come se fosse possibile volare senza essersi arresi, consegnati, dati a qualcosa o a qualcuno, o, per dirla meglio, preferiscono abbandonarsi all’illusione di sentirsi liberi, senza aver aperto il cuore all’amore.

Se qualcuno afferma: “Posso volare da solo, con le mie ali”, chi sta dicendo che può già volare?

Credere che si possa volare non sarà un modo incosciente di buttarsi nel precipizio? Le persone che ancora non hanno attraversato la frontiera del risveglio ricorrono a molti modi per schiantarsi ripetutamente al suolo, così da continuare a scappare dalla resa e dalla conseguente sanazione.

Per l’ego è impossibile scendere dall’asino. Mai vuole obbedire, solo dare ordini. Questo è il falso potere, la credenza del “IO GIÀ…so;  IO GIÀ…posso; IO GIÀ… sono pronto”. Questa sindrome del “IO GIÀ” è stata descritta molto bene dallo psicologo Sergio Sanz, nella Scuola Cosciente. Sergio è un essere straordinario, con un incredibile livello di comprensione e con una speciale capacità di tradurre in parole ciò che sperimenta.

APPROFONDIAMO L’EFFETTO “RED BULL” DELL’ASSUNZIONE DI POTERE 

Ayahuasca, yoga, meditazione… tutte tecniche potenti e piante maestre che vengono usate da personaggi che vogliono acquisire un potere maggiore prima degli altri, raggiungere una certa forza per continuare ad ascendere, finendo poi per credere di aver conseguito entrambi quando, invece, in profondità, non hanno raggiunto quel punto di crollo interno che sosterrà, dall’umiltà, il salto verso il precipizio.

I rimedi ancestrali, i metodi, i maestri non ci danno ali per volare, però possiamo arrivare a compiere un salto suicida. Aprire le ali per volare senza ancora essere liberi ci permette di disconnetterci dalla realtà, transitoriamente, sebbene non sappiamo ancora volare. A volte, l’ansia di volare è tanto forte che supera la necessità interna di obbedire incondizionatamente, prima di saltare. Quando ci lanciamo, senza aver attraversato questa indispensabile resa, possiamo salire a determinate altezze e, dall’alto dell’auto-inganno, si può ben apprezzare l’inferno che ci toccherà vivere fino a quando non ritorneremo al medesimo punto in cui abbiamo interrotto il processo, perché ancora non siamo liberi.

Aprire le ali per volare senza essere liberi è una specie di suicidio, un aborto del processo di rinascita, una scorciatoia per scappare dall’imminente trasformazione.

Come liberarci da noi stessi e dalla credenza secondo cui possiamo volare? Come renderci conto se possiamo già volare per conto nostro?

Circa 20 anni fa, un ragazzo, ad Ibiza, bevve una sostanza enteogena e/o una droga e sembra che vide di poter volare, si trovava vicino a un precipizio e si lanciò sull’onda della fantasia che stava vivendo, cadde sulle pietre e morì. Mi fu raccontato da uno psichiatra che si trovava in quel momento nel gruppo delle persone che stavano condividendo l’esperienza. Qualcosa di simile accade, in modo rappresentativo, in molti modi, in persone che cercano l’esperienza dell’unità, che hanno bisogno di sentirsi più in alto di dove realmente si trovano e, quando un Io ferito, affranto, risentito giunge a credere di potere, si produce un’inflazione del falso potere tale da portarti a prendere decisioni che non possono poi essere sostenute, né fisicamente né energeticamente.

 

UNA STRATEGIA E UNA DOMANDA VERSO LA RESA

Rubén scrisse: “Nella mia ignoranza e a partire dal mio stato di “sonno”, non arrivo a comprendere come qualcuno che si risvegli stia “consegnando” la sua resposnabilità e il suo potere all’altro, sia costui un maestro, un padre, un capo… la mia domanda è: “È possibile non svegliarmi affatto?” 

RISPOSTA: Ruben, tu non sei addormentato, chi pone la domanda è colui che non vuole risvegliarsi, né comprendere nulla. Se qualcuno ti ha fatto credere che si sia risvegliato, e ancora non si è “consegnato”, allora questo presunto essere risvegliato ha bisogno di argomentare, spiegare, giustificare, affinché venga creduto. La verità non ha bisogno di essere dimostrata e nemmeno di essere detta.

Stai acquisendo consapevolezza perché stai ritrovando la tua saggezza. Non c’è possibilità che alcuno ti rubi il tuo autentico potere, a meno che ti abbiano rubato il falso potere, dunque, in tal caso, non ti hanno rubato nulla, semmai ti hanno spogliato di una delle limitazioni che ti impediscono di volare libero. Tuttavia, colui che sta dormendo non la vede così, quando gli arriva il messaggio di consegnarsi, di arrendersi, lo percepisce, invece, come una minaccia e una sottomissione. L’argomentazione a cui la resistenza ricorre è: “Vogliono manipolarmi”. E, dunque, costoro SE NE VANNO, SI ARRABBIANO E COMINCIANO A LANCIARSI IN VOLO, BEN PRIMA DI ESSERE STATI DISCEPOLI DI NIENTE E DI NESSUNO.

“Quando ti arrendi non consegni all’altro la tua responsabilità, bensì la tua resistenza; se ti arrendi, sarà la prima volta in cui sarai autenticamente responsabile… della tua resa. LA RESA È IL PRIMO GRANDE SEGNALE DEL RISVEGLIO”.

Questa sindrome da assunzione di potere Red Bull” esprime un’altra credenza dei personaggi ancora addormentati che, tuttavia, sono sul punto di risvegliarsi. La credenza che sia possibile volare senza nemmeno essere liberi è un espediente custodito dall’incosciente che vuole che tu fallisca nell’intento di raggiungere l’autentico potere. Il Risveglio è già una realtà interna del tuo ESSERE. Dedicati solo ad arrenderti a tutto quanto puoi, tutto il resto arriverà, senza sforzo, senza conflitto e senza aver motivo di scappare o fuggire.

 

LA RESA E IL DISCEPOLATO SECONDO I MAESTRI

“Resa” da parte del Discepolo, “Responsabilità” da parte del Maestro: questo è il ponte. E sempre, quando ti troverai nelle condizioni per arrenderti, il Maestro apparirà. Il Maestro è qui. I Maestri sono sempre esistiti. Nel mondo non c’è mai stata carenza di Maestri, bensì di discepoli. Tuttavia, nessun Maestro può mai dare il via a nulla, a meno che non ci si arrenda. Poiché hai sempre la possibilità di arrenderti, non disperderla, compreso quando non incontri nessuno a cui arrenderti; arrenditi semplicemente all’Esistenza. Tuttavia, ogni volta che si presenta una situazione nella quale puoi arrenderti, non sprecarla, poiché ti trovi sul confine, sulla soglia tra il Sonno e lo stare Sveglio. Semplicemente, arrenditi!

Se incontri qualcuno a cui arrenderti, è perfetto. Se tuttavia, non incontri nessuno, semplicemente arrenditi all’universo e il Maestro apparirà, arriverà, arriva sempre quando sorge la resa, ti trasformi in vuoto, in spazio e le forze spirituali si precipitano verso di te e ti riempiono.

Ricorda, allora, che ogni volta che senti di poterti arrenderti, non perdere l’occasione. Potrebbe non presentarsi mai più o potrebbe farlo solo dopo secoli e molte vite verranno inutilmente sprecate. Ogni volta che arriva il momento, arrenditi!

Arrenditi al Divino, a qualunque cosa, compreso un albero, perché ciò che conta non è A CHI ti arrendi; ciò che conta è CHE ti arrendi. Arrenditi a un albeero e l’albero si trasformerà nel tuo Maestro. Arrenditi a una pietra e la pietra si trasformerà in Dio. Quello che conta è arrendersi e sempre, quando ci si arrende, sempre arriva… questo è ciò che significa iniziazione. (Osho)

Questa immagine rappresenta lo sguardo della ricerca della libertà, è quella di un’anima divina che ispira al risveglio; oltre ad essere lettrice di questo blog è un’amica personale e, in ragione di questo, posso confermare che guardare questi occhi ti aiuterà e ti ispirerà a comprendere il potere dell’autenticità, la stabilità della profondità necessaria per accedere a realtà conflittuali o perfino confrontati che ti facciano retrocedere al punto giusto della RESA. Grazie Devi.

 

Alberto Varela

nosoy@albertojosevarela.com

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