6 MILIONI DI LETTORI. E MILIONI DI RAGIONI PER RINGRAZIARE MIA MADRE. Che relazione c’è tra ciò che siamo, facciamo e nostra madre?

SIAMO GIUNTI AL TRAGUARDO DI 6 MILIONI DI LETTORI DI QUESTO BLOG

PER QUESTO VOGLIO PARLARE DI MIA MADRE E DELL’AMORE DELLA DONNA. Spero che questa storia così personale possa contribuire al tuo processo di miglioramento.

 

Le madri sono coloro che portano al mondo tutti gli esseri umani che esistono. Sono creatrici di vita. Uno dei significati della parola «Madre» è: fornitrice di materia. Creano lo spazio fisico nel quale si svilupperà un nuovo essere, e dato che ne è la creatrice e la badante più vicina nei primi anni di vita, è anche colei che andrà a creare i condizionamenti più forti nel bambino e nella bambina che ha creato.

La «lingua», riferito a quella parlata, che andrà a dominare i figli viene fornita dalla madre, per questo viene detta «lingua madre», ciò non significa ovviamente che il padre non parli al bimbo, ma piuttosto che è la madre a segnare quale sarà la lingua di questo nuovo essere umano. Allo stesso modo, la madre è colei che crea le basi più profonde sulle quali il bambino andrà a costruire la sua struttura emotiva. Inoltre, prima di nascere, tutti i bebè già percepiscono la realtà dal punto di vista della madre: il feto è dentro e sebbene non conosca cosa ci sia fuori, usa gli occhi della madre per cominciare a vedere il mondo, utilizza le sue mani e la sua pelle per cominciare a sentire, e tutto quello che sente prima di nascere è ciò che poi creerà una tendenza naturale verso un sentimento piuttosto che un altro.

In un certo senso noi siamo nostra madre, siamo ciò che nostra madre ci ha dato o ha smesso di darci, siamo come nostra madre ci ha trattati. Siamo il risultato di come nostra madre ha sentito il mondo e la vita.

La madre è la base principale, dato che è il fondamento sul quale si costruirà tutto il resto. In questo cemento possono esserci differenti tipi di registri che riguardano l’amore. Possono esserci differenti dosi di gentilezza, accettazione, tenerezza e coinvolgimento le quali saranno gli elementi che tutti i bambini useranno per capire cos’è l’amore. Se una madre agisce possessivamente, controllando tutto, con paura, è ovvio che starà dando vita ad un essere umano disabilitato ad amare, e con una predisposizione naturale a qualsiasi tipo di dipendenza, piuttosto che a diversi quadri depressivi e al suicidio.

Molte volte mi hanno chiesto come mai non abbia mai fumato né consumato droghe in tutta la mia vita. In una delle regressioni che feci, mi resi conto che questo aveva molto a che fare con il tipo di madre che mi era toccata. Nel mio percorso di facilitatore, in centinaia di attività, nelle quali ho potuto conoscere migliaia di persone, ho verificato che la maggior parte della gente che consuma droghe sta cercando la mamma e/o scappando dal papà. E vi sono anche altre manifestazioni, nella vita, che sono in relazione con un qualche tipo di sentimento, esperito o meno, legato alla madre. È una ricerca incosciente del ricreare emozioni per l’assenza o la presenza, insufficiente o eccessiva, della madre.

Il tipo di madre che abbiamo avuto spiega molte cose, molte più di quelle che ti puoi immaginare.

Mia madre, di 85 anni, è una bambina, non ha mai smesso di esserlo e mai potrà. Spontanea, naturale, ti dice in faccia tutto ciò che pensa, racconta le cose con dettaglio estremo e con precisione cronologica dei fatti, quasi come se potesse avere accesso a tutto il vissuto nell’ordine in cui è accaduto, per ogni momento. Quando parla, cosa che succede sempre, è meglio che ti prepari perché non sai mai cosa starà per raccontarti, è una grande sorpresa, un vaso di Pandora, come se da un momento all’altro aprisse il suo libro della vita, in un qualsiasi punto, e cominciasse a raccontarti dettagliatamente ciò che ha vissuto, in relazione a ciò che sta succedendo ora.

Credo che questa sia una delle migliori maniere per definire ciò che sono, o le mie abilità: descrivendo mia madre. Ma questa è solo una parte dell’esempio. Lo menziono per metterlo in relazione al blog, che arriva a milioni di contatti, i quali hanno milioni di ragioni per constatare che mia madre è presente in ogni cosa che scrivo e dico. Lo vedo, lo sento, lo riconosco e ne sono grato. Ma io non sono mia madre. Per questo sono un uomo, perché smisi di essere mia madre da che ero piccolino. Cominciai ad essere uomo fin da bambino. Le circostanze mi aiutarono.

Parlo molto poco con mia madre, cosa che lei mi rimprovera, anche se in maniera sottile. Le rispondo sempre che, con tutto ciò che ho udito dalla sua bocca nei primi anni di vita, dispongo della dose necessaria di cose da ascoltare per un essere umano, nel corso di molte vite. Più o meno a 5 o 6 anni, già mi ero stufato di sentirla, per cui diressi tutta la mia attenzione a mio padre. Ma questo è un altro punto di cui parlerò nei giorni a venire.

La mia percezione dell’amore proviene da mia madre e mi ha segnato per decine e decine di anni. Ho vissuto con 7 donne, che ho amato in maniera diversa, ma riconosco che si è trattata di una ricerca della scoperta e dell’affinamento della mia percezione dell’amore. Per questo l’ultima donna con la quale vivo, già ormai da 9 anni, è quella con cui ho sentito più chiaramente il significato di amore dentro di me. È stato un processo evolutivo di molti anni, di molte situazioni complicate e dolorose, guidate dalla parte di me che voleva guarire le percezioni errate dell’amore e delle donne.

Ora sento l’amore di molte donne, da molto luoghi del mondo e ne godo infinitamente. Questa dose di amore che mi danno in diversi modi le donne è la materia prima fondamentale per creare ciò che faccio e scrivo, per questo mi dichiaro madre dei miei progetti e madre dei miei testi. Ogni testo è come un figlio che libero nel momento in cui lo pubblico su questo blog. Una volta lì, smette di essere mio e passa ad essere della vita, di chi lo legge e lo sente.

La mia gratitudine verso mia madre è infinita. Non ho nulla di cui incolparla o da rimproverarle, non le devo nulla: né la vita, né ciò che sono. Lei è stata uno strumento perfetto per lo sviluppo e l’espansione del mio essere. Non ci possono essere debiti quando c’è amore.

 

Alberto José Varela

nosoy@albertojosevarela.com

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