SONO NECESSARI GLI UOMINI? Scoperte scientifiche dimostrano qualcosa che avevo intuito da decenni.

NOI MASCHI SIAMO IN PIÙ A QUESTO MONDO

Riflessioni basate sul libro “LA MALEDIZIONE DI ADAMO”, riguardo il futuro dell’umanità maschile.

 

Il fatto che gli uomini non saranno più necessari ai fini della riproduzione, cosa che accadrà quando un ovulo potrà fecondare un altro ovulo, non solo significherà che le donne non saranno più dipendenti dall’uomo per completare il ciclo riproduttivo, ma anche che a partire da quel momento si concepiranno solo bambine.

Questa realtà suppone un cambiamento assoluto e perfino trascendente nell’evoluzione della specie umana, ancora non si sa se per il meglio o per il peggio, ma di certo questa configurazione è già avvenuta in altre specie, al fine di poter continuare a sopravvivere.

È un fatto comprovato che l’infecondità maschile stia aumentando ad un ritmo allarmante, in gran parte causata da mutazioni genetiche nei cromosomi “Y”. Si tratta di un cromosoma malato e secondo quanto calcolano gli scienziati, tra circa 5000 generazioni – più o meno 125.000 anni – il cromosoma Y sparirà dal DNA umano. Perché? La risposta è semplice…

Non è certo un segreto che gli uomini siano, di base, delle donne geneticamente modificate, per fare in modo di interagire tra loro, così da fornire materiale genetico di cui esse hanno bisogno per riprodursi ed evolvere. Il problema è sorto storicamente quando l’uomo, che apparve come conseguenza dell’evoluzione della specie, per assistere e fornire la donna, si è impossessato di essa con la forza e la manipolazione, per schiavizzarla e soggiogarla a proprio vantaggio. Questa situazione ha avuto origine circa 100 milioni di anni fa. Come spiega Bryan Sykes nel suo libro La maledizione di Adamo: “Sembra che, in origine, questo cromosoma fosse utile e rispettabile” ma ad un certo punto nacque la tendenza suicida. Questo avvenimento si riconduce al momento nel quale si cominciarono a prendere decisioni “il suo destino fu segnato quando assunse la funzione di decidere il sesso”.

In questo momento sono poche le decisioni che restano all’uomo e l’unica decisione importante che prende –  mi riferisco alla decisione di determinare il sesso al momento della fecondazione – viene presa a livello inconscio…in più, pare proprio che questa sua unica decisione non la stia solamente perdendo, ma la stia pagando anche molto cara.

Gli esperti sostengono che: “Gli uomini non saranno necessari per l’umanità”. Per esempio lo scienziato Bryan Sykes, professore di genetica all’Istituto di Medicina Molecolare dell’Università di Oxford, afferma, nel suo libro dove parla del futuro dell’umanità maschile, che: “Le donne stanno vincendo la battaglia evolutiva dei sessi e gli uomini si stanno incamminando, lentamente ma inesorabilmente, verso l’estinzione”. Questo professore è una delle autorità mondiali più riconosciute nel campo della genetica ed ha incentrato la sua ricerca sul cromosoma Y, un cromosoma – come dice – “in via di estinzione”.

Lo scienziato inoltre afferma che: “Il cromosoma Y, che è quello che determina il sesso maschile, è una rovina genetica, è uno schifo, è tutto sghembo e afflitto da guasti, che lo stanno condannando a sparire e, con esso, la specie, a meno che non si scoprano altre alternative per fecondare le donne. Se potremo proseguire con le ricerche e lo sviluppo scientifico potremo prescindere dagli uomini ai fini riproduttivi. Sembra impossibile, ma vi sono pochi impedimenti”.

Sembra che Adamo sia stato maledetto e, come molte altre specie prima di noi – che hanno perso i loro maschi – noi corriamo lo stesso pericolo. Ritengo che noi uomini siamo stati per fin troppo tempo su questo pianeta facendo disastri… forse è giunto il momento della ritirata.

L’assenza del cromosoma Y presente nel DNA maschile, che è poi quello che determina il sesso, costringerà il cromosoma X a sviluppare la capacità di fecondare un altro cromosoma X, la qual cosa ancora non è possibile, ma lo sarà molto presto grazie alla scienza o all’evoluzione stessa della specie. Significa che un XX feconderà un altro XX, che risulterà per forza al 100% in un XX. Solo donne per il futuro dell’umanità.

Forse questo fenomeno giungerà ad essere realtà tra 100.000 anni più o meno – in maniera naturale – secondo quanto stimato dagli scienziati, o magari prima, grazie ai progressi che gli stessi stanno facendo. Ma questa realtà, nella quale il maschio non sarà più necessario (geneticamente parlando), già si sta manifestando oggi stesso e in anticipo, su altri piani non precisamente biologici.

È molto probabile che, prima che l’uomo si estingua dalla specie umana, smetta di essere necessario a questo mondo e questo non è dimostrato solo a livello scientifico, nei laboratori, ma anche a livello pratico, nella vita stessa. Sono milioni le donne che già non dipendono più dagli uomini, che vivono senza di essi, che non ne hanno bisogno, che sono giunte a sostenersi e ad essere indipendenti senza l’aiuto, le attenzioni, la protezione o i soldi di un uomo. Nella quotidianità possiamo già renderci conto di questa sbalorditiva realtà.

In una certa misura questo sta già avvenendo sul piano psicologico, sessuale, sociale, culturale, lavorativo e presto anche su quello politico, se sarà loro permesso, chiaro, giacché finora nella stragrande maggioranza dei parlamenti di nessuno Stato del mondo è permessa una maggioranza femminile. Nella religione la donna non assume un ruolo preponderante, perciò di conseguenza, come parte del processo evolutivo, anche le religioni si estingueranno. Di fatto l’unica funzione efficace delle religioni, finora, è stata quella di creare guerre al fine di sottomettere e schiavizzare, e guarda caso tutte le religioni sono state fondate e create da uomini, i quali di certo, in un modo o nell’altro, tendono ad emarginare e reprimere le donne. Per tanto le religioni, così come le conosciamo oggi, non potranno esistere quando gli uomini non ci saranno più.

È significativo vedere che il potere politico e religioso sia in mano degli uomini e che a partire da ciò vengano prese praticamente tutte le decisioni che influenzano il ritmo della vita del pianeta. Decisioni che stanno affondando il pianeta e la vita su di esso presente. Queste decisioni vengono prese sia da uomini che da donne, ma le prendono a partire dalla stessa energia maschile, di cui entrambi dispongono. Per questo molte volte dico a diversi gruppi di donne con i quali lavoro che NON CI SONO DONNE SU QUESTO PIANETA. Non mi riferisco solamente ad esseri umani di sesso femminile, ma a esseri umani con energia YIN, femminile, aperta, sensibile, in espansione, dolce, delicata, che ispiri amore e impegno.

Non credo di sbagliarmi se dico che alla base di tutti i disequilibri, che danno origine poi a tutti i conflitti, le guerre e le divisioni nella specie, vi sia la preponderanza di energia YANG, o maschile. La specie umana è una specie dominata e controllata dall’energia maschile, la quale non è cattiva, ma dura, penetrante, travolgente, conquistatrice, ambiziosa… che ha creato e fomentato il maschilismo in quasi tutte le culture. L’energia maschile serve a ciò che serve, ovvero per riprodurre e per sostenere e aiutare la donna, non per decidere, quella è una cosa di competenza femminile. Naturalmente le donne hanno nella loro struttura genetica una preponderanza di energia femminile, per questo dispongono della saggezza, del potere, dell’intuizione e della sensibilità per decidere. Ma anche loro sono state invase e infettate dall’energia YANG in eccesso. Ora il problema è di tutti, uomini e donne, più o meno coscienti dell’origine di tanta rivalità, competizione e fuoco crociato.

Io, in quanto uomo, dico che: “L’uomo già non è più necessario al mondo” e quando dico UOMO mi riferisco alla sua energia YANG fuori controllo, al suo potere maschilista. Inoltre la sua presenza è distruttiva, sta ponendo fine al pianeta. L’uomo energetico non è più necessario, lo posso dire perché, in quanto uomo, mi conosco e conoscendomi profondamente ho visto che l’energia maschile serba in segreto l’autodistruzione della specie. Gli scienziati già vaticinano che la specie umana si autodistruggerà, sarà la quinta estinzione, la più catastrofica di tutte, poiché dipenderà dall’uomo stesso, o meglio, dall’energia maschile.

L’uomo ha fornito fin troppi indizi della sua vocazione a distruggere e della sua natura violenta, guerraiola e distruttiva, lo possiamo vedere ogni giorno. Sono loro quelli che commettono i delitti più atroci, gli assassinii, le violenze e tante altre barbarie. Là dove vi è un uomo che si riunisce con altri uomini è molto probabile che vi sia pericolo di aggressione, di scontro e altri tipi di azioni violente. Succede negli incontri sportivi, nelle manifestazioni o in qualsiasi altro tipo di azione pubblica che spinga a esprimere la propria ira, rabbia, odio e aggressività… di fatto per fare la guerra bisogna chiamare gli uomini, no le donne. Sarebbe quasi impossibile fare una guerra chiamando le donne a battaglia, o che vi sia una donna tiranna, genocida e guerrafondaia.

È anche certo che le donne sono per natura promiscue, o meglio, i loro ovuli lo richiedono, deve essere così, secondo quanto affermato da Charles Darwin, nella sua teoria dell’Evoluzione Naturale, disse – e lo dimostrò con molti saggi e prove – che l’ovulo femminile ha bisogno della presenza di molti tipi di spermatozoi, perfino di diversi uomini, per poter scegliere tra le centinaia di migliaia il migliore e così garantire l’evoluzione della specie. Però nel caso degli uomini, secondo i dati ottenuti in un Inchiesta di salute e abitudini sessuali, realizzata di recente in Spagna, gli uomini omosessuali sono il 260% più promiscui rispetto agli eterosessuali, vuol dire che sul piano sessuale, senza fini di riproduzione o evoluzione, loro, quando si liberano, diventano molto più promiscui.

L’uomo, così com’è in questo periodo storico, è destinato al fallimento totale, poiché è il portatore non solo del cromosoma Y, ma anche è il rappresentante ufficiale dell’energia maschile e di conseguenza del maschilismo. Se non si connette con l’energia femminile finirà per essere uno storpio, un peso, un fastidio.

Le donne già la conoscono questa realtà, la vivono perfino, ma non lo dicono oppure lo dicono con timidezza, devono sopportarlo, la maggior parte in silenzio. È per questo che le donne a capo di organizzazioni e imprese selezionano sempre più donne per i ruoli di rilievo, e quando li lasciano agli uomini è perché intuiscono che si tratta di uomini diversi, vale a dire uomini che dispongono di energia femminile, sensibilità, intuizione… e questo non significa per forza essere omosessuali o gay.

Ciò che è certo è che, oggigiorno, gli uomini sono ancora necessari, sebbene soltanto ai fini della riproduzione e niente di più. A meno che non compiano una svolta di 180° nella loro concezione della vita e del femminile, andranno incontro ad una triste fine. Di fatto, questo giro di cui sto parando in questo articolo, dovrà cominciare dalla mentalità delle donne, in definitiva sono loro quelle che danno alla luce, crescono ed educano tutti gli esseri. Alla fine giungiamo ad una conclusione sbalorditiva: “È nelle donne la chiave del cambiamento”. Non possiamo sperare di essere noi maschi i fautori di questo cambiamento, non siamo preparati per farlo, siamo feriti a morte.

Dalla mia posizioni di uomo, desidero che le donne comincino a trasformarsi in ciò che veramente sono, secondo la loro genetica, perché intuisco che è a partire dalle donne che appariranno esseri umani in grado di cambiare questo mondo. Ma questo è un tema che svilupperò nel prossimo capitolo, che avrà titolo “Sono necessarie le donne?”

Incoraggio tutte le donne a fare questo lavoro, di cui noi uomini abbiamo bisogno da molto tempo: sensibilizzatevi e recuperate il potere interiore, senza animo vendicativo. Fateci vedere l’autentico potere dell’amore, siate dee che possiedono la fonte della saggezza. Noi uomini dovremo smettere di fare gli stupidi, di mentire e di condurre doppie vite. Prima o poi gli uomini dovranno riconsegnarvi il rispetto che vi hanno sottratto. Forse così comincerà l’autoguarigione del cromosoma Y.

 

Alberto José Varela

nosoy@albertojosévarela.com

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