FERMARSI IN SUPERFICIE O ANDARE A FONDO DELLA QUESTIONE? Testimonianza di Numa.

A VOLTE LA COMPRENSIONE RICHIEDE PIÙ DI UN’ESPERIENZA

Cosi presi la mia prima Toma, e fu bellissimo, fu come un gioco, la gioia che da bambino mi era stata negata era tutta quanta lì, a mia disposizione. Non avevo capito.

 

Avevo inteso questo messaggio, come qualcosa di intimo da condividere solo con una ristretta cerchia di persone, persone che come me avessero fatto una certa esperienza, poi lentamente un tarlo ha lavorato, ed ho capito che invece le parole e ogni cosa compresa deve esser lasciata libera di librarsi… trattenerla è sbagliato.

La prima volta che ho partecipato ad un ritiro di Inner Mastery ero titubante, avevo studiato molto della sostanza in questione, non uso droghe, non per preconcetto, semplicemente non mi piacciono – e tantomeno il mondo che gli gravita attorno – non cercavo qualcosa di ludico, cercavo risposte, quindi in un certo senso sapevo cosa stavo facendo, ma sapevo molto poco delle persone che organizzavano questo tipo di ritiri.

E la fiducia non è mai stato il mio cavallo di battaglia.

Inoltre il mio presente era una specie di Armageddon, con tutti i casini che avevo, la paura che qualcosa andasse storto era veramente tanta.

Nonostante questo, e altri fattori, i facilitatori avevano qualcosa che stimolava la mia curiosità, prima fra tutte una strana serenità, che avevo notato solo in persone che praticano meditazione da molti anni.

Cosi presi la mia prima Toma, e fu bellissimo, fu come un gioco, la gioia che da bambino mi era stata negata era tutta quanta lì, a mia disposizione. Non avevo capito.

Decisi di partecipare ad un altro ritiro, questa volta di due giorni; un altro luogo, e diversi facilitatori, anche stavolta persone splendide e la prima notte, non esito a dirlo, fu la più bella della mia vita, una gioia immensa, riuscivo a partecipare della presenza di tutte le persone attorno a me, anzi, in un certo senso, erano me! Ho avuto visioni indescrivibili, la mia percezione si estendeva ovunque io volessi, tutto era a portata di mano. Anche stavolta non avevo capito.

La notte seguente ero abbastanza certo di quello che mi aspettava e lo stavo infatti pregustando, ed invece: L’INFERNO. Mai ero stato così male.

La notte più terribile della mia vita, un combattimento feroce, tutto il dolore della separazione, gli abusi, la violenza, il male che mi era stato fatto…

Solo che non ero il bambino innocente che incontra l’orco, ero diventato al contempo la sorgente di tutto quello che più avevo combattuto e odiato nella vita, ero proprio io. C’è stato un momento in cui ho addirittura pensato di non meritare la vita che avevo avuto in dono… quando mi fu offerta un’altra Toma la rifiutai, perché avrei vomitato – e se avessi vomitato sarei stato meglio – io invece sentivo di meritare quel dolore.

La mattina grazie all’aiuto di Valter, Lino, Fiorella e Monica, (grazie), ho capito che la parola giusta non era colpa, ma responsabilità. Quello che non avevo vomitato con il corpo lo vomitai con le parole. Cose sepolte volontariamente in un luogo così lontano dell’anima che ero riuscito pure a scordarle. Ma finalmente erano fuori di me e potevo guardarle, guardarle svanire alla luce del sole come misere ombre.

So che ancora non ho capito, ci mancherebbe! (Io poi… so de coccio). Però qualcosa è cambiato, e cambiando io cambiano anche le cose intorno a me. E di questo posso portare una testimonianza: io ho un nipote autistico, un essere speciale per me, e vena del mio cuore. Lui ha problemi nel rapportarsi visivamente. Da me si fa toccare e mi ha sempre accettato, ma il rapporto visivo anche se migliorato molto nel tempo, è stato sempre un problema.

Quando tornai dal ritiro, entrando in casa, la prima cosa che ho incontrato sono stati i suoi occhi, mi ha sorriso… e non ha distolto lo sguardo! Mi sorrideva e continuava a guardarmi dritto negli occhi, e continua a farlo. Potrebbe sembrare poca cosa per chi non conosce la tematica, ma vi assicuro che non lo è. Anche stasera, è venuto a infilarsi nel mio letto, con me ed il mio cane, e insieme partecipiamo a qualcosa, che vorrei, ma non so raccontarvi a parole.

O forse ne basta solo una: amore.

Quel poco che ho compreso è che ho varcato un confine, ed è stato bello farlo insieme agli altri, non so cosa c’è innanzi, ma so che cammino con una fede diversa nel cuore, tenebra e luce sono al loro giusto posto, i passi sono solo i miei.

Buona vita a tutti voi,

 

Numa

italia@innermastery.es

Quota

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su