DESCRIZIONE DI TESTIMONI DIRETTI CHE HANNO PRESENZIATO A MOLTE SESSIONI DI AYAHUASCA. La visione obiettiva aiuta molti a comprendere cosa succede durante un’esperienza di tanto rispetto e attenzione.

LA VISIONE DI FACILITATORI E SCIAMANI SU CIÒ CHE È L’ESPERIENZA CON AYAHUASCA

Testimoniamo cosa vedono i nostri occhi ogni fine settimana.

Oltre alle testimonianze personali dei partecipanti, ora pubblicheremo le testimonianze e le opinioni di coloro che facilitano l’esperienza, giacché sono loro i quali vedono dall’altro lato tutto ciò che succede durante l’esperienza con l’Ayahuasca.


Dopo aver visto centinaia di persone posso affermare col 100% di sicurezza…

Che assumere Ayahuasca significa andare incontro alla verità interiore, un’esperienza di auto-conoscenza unica, nella quale si espande la coscienza e si apre il cuore per generare una visione più trascendente sulla vita di ogni persona.

L’Ayahuasca produce una riconnessione con l’amore per se stessi e per gli altri, porta un grande equilibrio con la natura e conduce ad uno stato di perdono e amore, nel quale la colpa ed il rancore smettono di essere protagoniste, dando luogo ad una nuova maniera di vivere in pace che sta aiutando migliaia di persone a lasciarsi alle spalle il passato, per creare un presente nel quale si sentono molto più felici e realizzati.

VICTOR JIMENEZ


Mi sento…mi sento connessa e… cosa vedo nelle sessioni che accompagno?

VEDO: un meraviglioso viaggio verso te stesso, un’occasione speciale di incontro, dove scoprire in cosa mantieni l’infelicità ed il non materializzare i tuoi doni.

VEDO: un momento di fiducia in te, nella vita e nelle nostre mani. Un momento nel quale onori te stesso. Alcune ore di lavoro in unità, dove la tribù si riunisce di nuovo, per vibrare. Non ci sono limiti tra te e gli altri, tra te e la musica, tra te e l’universo…

VEDO: le persone che si avvicinano a queste notti magiche, tutte molto coraggiose, coraggiose di vedersi e di buttare fuori da sé le bugie che contengono. Un duro arrendersi di fronte al proprio sguardo cosciente. Una morte rapida della sporcizia accatastata nella cantina.

VEDO: spine tolte, spine di dolore, ira, colpa, rabbia, abuso, rifiuto, vittimismo… colori oscuri che guidano la tua vita fin dall’infanzia e che ora si vedono trasformati in luce dell’anima. Migliaia di anime belle che alla fine si accettano e si amano. L’innocenza recuperata. Un pozzo che viene pulito e stappato, affinché torni a sgorgare acqua limpida e cristallina.

VEDO: amore cosciente per te, per tutti, per tutto, per tutte le meraviglie che scopri, e che erano intrappolate, intrappolate in questa colonna di cristallo affumicato. Colonna che ti allontanava dalla gioia e dal godimento della vita.

E lì ci sono io, testimone, facilitando questi sguardi, consegnando me stessa e chi mi circonda, avendo fiducia in ciò che succede nel transitare in questa abitazione.

Abitazione creata per riconciliazione e godimento. Di sopra e di sotto viaggiamo in questa barca.

Questa barca piena di fiori e nuovi momenti in un fine settimana, creata da te e accettata.

Uno spazio nel nostro petto, conquistato di recente e che va crescendo… che respira, che si stira e ci risveglia dal lungo letargo. Svuotarsi! Veniamo davvero a svuotarci.

E cominciamo ad essere, abbandonando l’apparenza artificiale.

Non puoi più smettere di vedere. E ciò che hai visto lo hai amato, lo hai integrato, per sempre, è in te.

TORNI IN TE!!

E lì sto io, testimone di tutto, presente, lanciando intenzioni nell’aria per tutta la sera, desiderando amore, gioia e liberazione. Offrendo questo rimedio che rompe la conchiglia.

Vedendo come i semi lasciano libero un altro cuore, con ali dirette all’amore.

Un gran piacere vedere rinascere ciò che era secco e che aveva sete.

I semi si aprono, cominciano a crescere forti e verdi, potenti verso il cielo, ora si possono vedere.

Grazie a tutti i semi che recuperano il loro potere, il loro potere di essere loro stessi, senza tuttavia sapere realmente cosa essere. Avendo fiducia nella loro natura e dedicandosi a crescere, con gli occhi della mente chiusi ed il cuore in attesa di ascendere.

Ogni volta scegliendo i loro gusti reali, smettendo di vendersi al prossimo e di fare per Essere. Nuotando sempre più nel fiume della spontaneità, dove la magia succede e non si può nascondere. Non vi sono teli oscuri che possano occultare questa luce visibile e nuova che ti acceca e ti porta libertà.

HENDARA RICO


Il primo contatto con il rimedio Ayahuasca avviene con questa spinta interiore verso la ricerca, una necessità di guardarsi e trovarsi faccia a faccia con sé stessi.

Compiere i passi della toma di contatto con la bevanda è semplicemente la naturale conseguenza delle resistenze nevrotiche interiori, le lotte dell’ego contro tutto ciò che potrebbe restituire potere.

Vediamo persone che arrivano credendo di essere ben corazzate contro gli sguardi e le strategie dei facilitatori. Alcuni si rendono conto subito che questa lotta è assurda e l’abbandonano in favore di sé stessi.

Altri continuano a conservare l’illusione del controllo, la loro battaglia allora si fa più cruenta.

Poco alla volta si rendono conto… percepiscono il potere ed il privilegio di aver accesso ad un’esperienza pratica di coscienza e guarigione, in un ambiente protetto e supervisionato, affinché vi sia la chiarezza per VEDERE nitidamente i condizionamenti che ci impediscono di vivere in profondità.

Risvegliarsi al miracolo della realtà più pura, serena e ineffabile della coscienza del Sé è un’esperienza che può essere condivisa solamente in seguito con altri, ai quali sia successa la stessa cosa.

È una via senza ritorno. C’è un prima e un dopo.

I partecipanti potranno avere diversi atteggiamenti, più o meno concilianti con loro stessi, ma non potranno evitare il passaggio attraverso il bordo tra abisso e luce.

Alla fine, una sensazione di: CE L’HO FATTA! /NON MI SAREI MAI IMMAGINATO TUTTO QUESTO/ ORA SO MOLTO PIÙ SU DI ME…ecc.

Un salto fatto di contraddizioni: si arriva con timore e coraggio allo stesso tempo; con colpa e innocenza; rifiuto e bisogno di abbracciare; forza e vulnerabilità; maturità e immaturità; spiritualità e quotidianità; dubbi e certezze; ignoranza e saggezza e tante altre. Tutte sono un rompicapo (non si potrebbe definire meglio) che si risolve soltanto guidati da una personale saggezza, ancestrale e moderna, profonda e naturale. Morte e resurrezione.

Per offrire un simile scenario di guarigione, è imprescindibile una squadra che ricerchi vicinanza, empatia, il sovoir faire e la coscienza di un simile compito, il tutto avvolto dall’amore condiviso.

Infine la domanda, a volte pronunciata, a volte no: E adesso che si fa? Il gran tragitto di ritorno alla vita, all’accettazione, alla magia e al mistero di ogni istante.

OSCAR GÓMEZ


Vedo i partecipanti quando arrivano ai ritiri, prima della toma: un gruppo di sconosciuti che si guardano l’un l’altro con un misto di sospetto e simpatia… poi li vedo la mattina seguente, uniti, compagni, che condividono storie, esperienze, sentimenti e sensazioni vissute durante la notte. Condividono un’esperienza spirituale e mistica durante qualcosa di tanto mondano come la colazione.

Ciò che era chiuso è ora aperto, creando nuovi spazi. Durante la sessione, con la purga, si creano nuovi spazi in ogni partecipante. Spazi che prima erano occupati da sentimenti, idee, pensieri, i quali una volta purgati, lasciano un’apertura affinché entri qualcosa di nuovo che cresca un nuovo germoglio nel giardino della coscienza.

Laddove c’era ira, ora nasce la comprensione.

Laddove c’era risentimento, cresce il perdono.

Laddove c’era ingiustizia, avviene l’integrazione.

Laddove vi era sospetto, ora c’è coscienza ed unione.

Laddove c’era riserva, ora c’è fiducia e scorrevolezza.

Questi nuovi spazi che hanno lasciato vacanti, dopo la purga, questi nuovi spazi aperti, ora sono guidati da emozioni che nascono dal cuore, che si condividono a partire dal cuore e che creano vincoli in appena qualche ora tra gente che prima si considerava sconosciuta.

L’evoluzione interiore è creare spazi nei quali far nascere e fiorire l’amore dell’amore.

LAURA TORRABADELLA


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